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Gli arresti per corruzione a Roma per i lavori nelle scuole del Municipio XIV

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Gli uomini del Nucleo speciale anticorruzione della Guardia di finanza stanno eseguendo dieci arresti nei confronti di funzionari di Roma Capitale e imprenditori accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al peculato, corruzione, truffa ai danni dello stato e altri reati. L’indagine riguarda i lavori su quattro edifici scolastici del Municipio XIV di Roma. Una trentina complessivamente gli indagati. Per questa indagine la Guardia di Finanza aveva effettuato dei sequestri di documenti in Campidoglio la scorsa settimana. L’inchiesta, denominata “Sistema”, vede indagati imprenditori e pubblici funzionari per associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di peculato, corruzione, truffa ai danni dello Stato, abuso d’ufficio e frode fiscale.

Gli arresti per corruzione a Roma

Nei confronti dei dieci arrestati, per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari, sono scattate una serie di perquisizioni in uffici e abitazioni, finalizzate al recupero di ogni elemento utile per le indagini. Sequestrati anche beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre un milione di euro. L’inchiesta, coordinata dalla procura di Roma e denominata Sistema, vede indagate complessivamente una trentina di persone tra funzionari pubblici di Roma Capitale e imprenditori accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di peculato, corruzione, truffa ai danni dello Stato, abuso d’ufficio, falso ideologico e materiale e frode fiscale. I presunti illeciti, stando a quanto avrebbero accertato i militari della Guardia di Finanza, sarebbero stati commessi nell’ambito della procedura d’appalto per l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria riguardanti 4 edifici scolastici. Oltre a funzionari del Comune di Roma, nell’indagine sono coinvolti noti imprenditori di Artena. I fatti contestati, che risalirebbero a un periodo tra il 2013 e il 2015, sono legati a lavori di ristrutturazione di alcuni edifici scolastici del municipio XIV (si parla di quattro) e a quelli di manutenzione di via del Melone, nel municipio I.

Le indagini e gli arrestati


Le indagini hanno riguardato le procedure d’appalto per l’esecuzione di lavori per la manutenzione straordinaria di quattro edifici scolastici (“Casal Sansoni”, “Pietro Bembo”, “Montarsiccio” e “Cerboni”). Un vero e proprio accordo spartitorio quello siglato da imprenditori e funzionari teso a dividersi la torta delle risorse pubbliche destinate a tali lavori (circa 400 mila euro), in forza del quale, a fronte dell’aggiudicazione dell’ appalto, gli imprenditori avrebbero corrisposto ai dirigenti pubblici un importo pari al 20% delle somme liquidate per i lavori che si è scoperto non essere mai stati eseguiti. Un dirigente dell’amministrazione capitolina sarebbe stato “ricompensata” anche mediante l’esecuzione gratuita di lavori di pavimentazione (20 mila euro) nella propria abitazione. Sono in totale dieci gli imprenditori finiti ai domiciliari mentre il gip Livio Sabatini ha respinto la richiesta di arresto per funzionari ritenendo non sussistenti le esigenze cautelari. Si tratta di Antonio Adamo, Bruna Benni e Filippo Dicembre. Per loro, scrive il gip, la “risalenza temporale dei fatti accertati esclude, con evidenza, l’attualità delle esigenze cautelari né le attuali cariche ricoperte dagli indagati Benni (assegnata all’ufficio Occupazione suolo pubblico del XV Municipio) ed Adamo (dirigente tecnico presso il Dipartimento mobilita’ e trasporti) consentono perciò solo di giungere a diverse conclusioni”. Dal canto suo Dicembre “è collocato in quiescenza dal 2014”. Quanto a Roberto Botta, altro dirigente comunale, “la natura dell’illecito penale e l’episodicità della condotta escludono la sussistenza delle esigenze cautelari”. Una conclusione che viene ribadita dal gip anche nei riguardi dei funzionari Antonio Cataldo, Fabrizio Marano e Maurizio Di Tosto. “Le concrete modalità di accadimento dei fatti accertati – spiega il giudice – e l’assenza di ulteriori elementi dai quali inferire una ulteriore e attuale adesione alle strategie e propositi illeciti del gruppo Bucci escludono la sussistenza di esigenze cautelari”.