Attualità

Il liceale indagato per terrorismo per una vignetta

Il giornale francese Ouest France ci racconta il caso di uno studente di un liceo indagato per il reato apologia del terrorismo per aver postato su Facebook un disegno in cui si faceva ironia sugli attentati di Parigi e la strage di Charlie Hebdo.

Attentati: un liceale indagato per un disegno (fonte: ouest-france.fr)
Attentati: un liceale indagato per un disegno (fonte: ouest-france.fr)

#JESUISCHARLIE! NO, TU NO
Il pericoloso criminale è uno studente di 16 anni in un liceo di Nantes, non ha precedenti penali e secondo quanto detto dal procuratore che sta seguendo il caso non sembra si stia avvicinando ai movimenti jihadisti. Insomma è un ragazzo normale, che vive con i suoi genitori e che usa Facebook come lo usa la stragrande maggioranza degli adolescenti (e degli adulti) di questo mondo. Nei giorni scorsi il ragazzo avrebbe postato sul suo profilo Facebook un disegno nel quale era rappresentato “un personaggio con in mano una copia di Charlie Hebdo, colpito dai proiettili e un commento ironico”. Il disegno sarebbe stato segnalato alla polizia che ha provveduto a identificare il colpevole e a denunciarlo alla magistratura. Senza poter vedere il disegno ma basandoci solo sulla sua descrizione si fa davvero fatica a poter giudicare ma non sembra un tipico caso di apologia del terrorismo e probabilmente è questo qui:
Fonte quenelplus.com
Fonte quenelplus.com

Sicuramente “di cattivo gusto” e poco rispettoso nei confronti dei morti, però questo sembra proprio uno di quei casi in cui si esercita il proprio diritto alla libertà d’espressione. Nel frattempo il vice-procuratore invita a “pensare due volte prima di postare” perché quello che si scrive su Facebook “è come se lo si dicesse in pubblico”. Il che se ci si pensa è davvero l’essenza della libertà d’espressione. Che mi frega a me di uno Stato che difende la libertà di poter dire quello che voglio ma solo in privato?
 
DIFESA DELLA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE, YOU’RE DOING IT WRONG
Se la vignetta incriminata postato su Facebok è quella descritta dal magistrato che differenza c’è con quella, ben più famosa pubblicata proprio da Charlie Hebdo nel luglio 2013?
Via charliehebdo.fr
Via charliehebdo.fr

Visto il clima di caccia alle streghe in Francia (la ministro della Giustizia aveva nei giorni scorsi richiamato ad “estrema capacità di reazione” nei confronti di coloro in “odore di terrorismo” da parte delle forze dell’ordine) il ragazzo dovrebbe essere punito non tanto per apologia di terrorismo ma per il reato di lesa maestà satirica, oppure per “satira di cattivo gusto”, ah, se solo fossero dei reati veri.
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