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Giuseppe Palazzo: chi è l'uomo che ha urlato "Elimina Saviano"

@alessandrodamato|

giuseppe palazzo salvini saviano

Chi è l’uomo che ha urlato “Elimina Saviano“? Si chiama Giuseppe Palazzo, è di Grazzanise, di mestiere fa l’infermiere ed è stato candidato con una lista civica vicina alla destra alle elezioni comunali nel suo paese, ma non è stato eletto. Sui social, ha spiegato di essere andato ad Afragola insieme ai leghisti di un altro comune della zona, Mondragone. A scriverlo è oggi Repubblica in un articolo a firma di Dario Del Porto e Conchita Sannino.

Giuseppe Palazzo: chi è l’uomo che ha urlato a Salvini “Elimina Saviano”

Il quotidiano racconta di averlo cercato ieri ma l’uomo si è negato al telefono dopo aver dato appuntamento, attraverso la moglie, dopo le 21 di sera. A Grazzanise il coordinatore cittadino della Lega è l’attuale vice sindaco Marcello Vaio: è un politico di lungo corso, ex Dc, poi passato in Forza Italia, ora segretario locale del Carroccio. È conosciutissimo a Grazzanise, dove è stato sindaco per due volte negli anni ’90. Lui ha parlato con il quotidiano:

«Ad Afragola sono andato in veste istituzionale, insieme ad altri sindaci del territorio: rappresentavo il mio paese a una manifestazione antiracket e anticamorra dove c’erano i vertici delle forze dell’ordine – ribadisce Vaio – Rispondo di me, non dei comportamenti degli altri. Su Saviano? È uno scrittore, una persona che rischia la vita, merita rispetto e tutela». Vaio spiega inoltre di aver aderito alla Lega «prima delle elezioni. Non sono salito sul carro del vincitore, ho condiviso la linea politica su molti temi: ad esempio la legittima difesa, anche perché mi hanno rubato quattro volte a casa. E sono convinto che si debbano regolamentare i flussi di immigrazione. I migranti vanno aiutati, ma devono essere in regola, con il permesso di soggiorno. Se Salvini mantiene le promesse, bene, altrimenti vedremo».

Nel video si vede Salvini che stringe mani quando gli grida a squarciagola: «Elimina Saviano». Una volta. Due. Tre. «Elimina Saviano. Elimina Saviano». Sì, proprio lui, lo scrittore Roberto Saviano, costretto a vivere sotto protezione per aver raccontato nei suoi libri la ferocia e le complicità della camorra. Lui risponde: «Lunga vita a Saviano». Mentre il ministro passa avanti, quello insiste e urla: «No, togligli la scorta, la paghiamo noi», rilanciando così uno di quei messaggi che, evidentemente, si stanno pericolosamente sedimentando tra i sostenitori del Capitano.

Chianese e il baciamano di Afragola

Intanto, mentre Matteo Salvini nasconde il baciamano di Afragola dal video che pubblica sui social network, Francesco Chianese, l’uomo ritratto con il Capitano nel filmato, parla e diventa, secondo una felice definizione di Vincenzo Iurillo sul Fatto, la prova vivente che la Lega si sta impossessando dei cavalli di battaglia del M5S ed è pronta a mangiarsela in un solo boccone anche al Sud.

Venditore ambulante di calzini ed ex carpentiere in nero, Chianese è stato rintracciato nel rione Salicelle, l’inferno dei poveri (e dei boss) di Afragola, uno dei quartieri più degradati dell’area nord di Napoli. Davanti ai microfoni ha detto di aver baciato la mano di Salvini “perché mi hanno promesso il reddito di cittadinanza, qua siamo tutti disoccupati, non si può vivere così, io ho votato anche Pina Castiello (sottosegretaria leghista con delega al Sud, è originaria di Afragola ndr), il padre abita qui vicino e mi dicevano ‘non ti preoccupare, ti faremo avere il reddito di cittadinanza’, e comunque Salvini non mi ha dato niente, il baciamano è stato un gesto d’amore, io non avevo mai visto una persona così brava”.

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