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Il vergognoso tweet di Giuliano Ferrara sul caso Grillo

Il giornalista mette in dubbio i racconti della giovane che accusa Ciro Grillo e i suoi amici di stupro di gruppo e poi domanda al popolo della rete se questo suo pensiero lo renda un “porco stupratore grillino”

Giuliano Ferrara

Tirare in ballo la “coscienza fragile femminile” senza essere a conoscenza della storia e della vita di una persona. Mettere in dubbio un racconto che ha portato a una denuncia. Ammiccare a una “notte di follia sessuale”. Tre concetti completamente fuori dal mondo inseriti in un tweet da Giuliano Ferrara. Il giornalista, fondatore de Il Foglio ed ex ministro per i Rapporti con il Parlamento del primo governo Berlusconi, si è lasciato andare sui social a un commento che ha il classico sapore di chi continua a foraggiare la cultura dello stupro, attaccando la vittima che ha denunciato una violenza subita. Ovviamente ci sono delle indagini in corso e nessuno ha mai accertato la responsabilità di Ciro Grillo e dei suoi tre amici. Ma il limite è stato oltrepassato da questo tweet.

Giuliano Ferrara e il vergognoso tweet contro la ragazza che ha denunciato Ciro Grillo e i suoi amici

“Posso affacciare il dubbio che la ragazza di Porto Cervo si sia pentita di una notte di follia sessuale e abbia ritirato il consenso per sgombrare da un incubo la sua coscienza fragile femminile? O sono un porco stupratore grillino pure io?”. Un dubbio, due domande. E la risposta degli utenti è stata a tono, dando per buono il secondo interrogativo posto da Giuliano Ferrara su Twitter.

Il problema di questo post social è proprio nella percezione del fatto che una donna abbia denunciato uno stupro. Le accuse della ragazza – 19 anni all’epoca dei fatti (era la notte tra il 15 e 16 luglio del 2019) – sono state inserite nei verbali degli interrogatori effettuati dalla Procura di Tempio Pausania (Sassari) che sta indagando sul caso. Così come le difese dei quattro ragazzi accusati di stupro di gruppo. Ora starà agli inquirenti decidere se occorrerà procedere con il rinvio a giudizio. Insomma, la situazione è in itinere. Ma parlare di “sgombrare da un incubo la sua coscienza fragile femminile” senza avere la minima idea di cosa sia accaduto è del tutto folle e fuori luogo. Anzi, culturalmente sbagliato.

(foto: Andrea Oldani/IPP)