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Giuliano Castellino sotto sorveglianza speciale per le proteste anti COVID in piazza a Roma

Ieri pomeriggio è stato applicato a Giuliano Castellino il provvedimento di sorveglianza speciale: le motivazioni risalgono all’ottobre scorso quando il leader di Forza Nuova durante le proteste e gli scontri a Roma a piazzale Ostiense e a piazza del Popolo  aveva violato le disposizioni in vigore per l’emergenza Covid

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Ieri pomeriggio è stato applicato a Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova il provvedimento di sorveglianza speciale. La misura è stata emessa dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione di Roma su proposta del Questore Carmine Esposito ed applicata dagli  agenti della Divisione Anticrimine, diretta da Angela Altamura che, nel pomeriggio di ieri, hanno notificato il provvedimento a Castellino.

Giuliano Castellino sotto sorveglianza speciale per le proteste anti COVID in piazza a Roma

Le motivazioni del provvedimento di sorveglianza speciale a Giuliano Castellino risalgono all’ottobre scorso quando il leader di Forza Nuova durante le proteste e gli scontri a Roma a piazzale Ostiense e a piazza del Popolo  aveva violato le disposizioni in vigore per l’emergenza Covid e tenuto condotte di “pubblica istigazione alla contravvenzione delle stesse”.

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La guerriglia di Forza Nuova a Roma

Bombe carta, sirene, petardi e la carica con gli idranti della Polizia. In piazza del Popolo, a Roma, la guerriglia temuta è arrivata. La carica ha sorpreso il gruppo di manifestanti ai quali si sono confusi militanti di Forza Nuova incappucciati che discutevano se andare in piazzale Flaminio e restare in piazza del Popolo a Roma.

È tutta targata Forza nuova l’ultima serata di bombe carta, molotov e fumogeni, bottiglie e sampietrini divelti e scagliati contro le forze dell’ordine pronte a una nuova guerriglia. Questa volta a Roma, a piazza del Popolo, dove poco prima si era conclusa la marcia indetta dai commercianti in rivolta contro le chiusure anti Covid, affiancati da molti esponenti locali della Lega. Ci sono voluti gli idranti, cariche leggere, un paio di “contatti” con polizia e carabinieri perché le poche centinaia di estremisti di destra, convocati in piazza dai leader Roberto Fiore e Giuliano Castellino, indietreggiassero per poi battere in ritirata sul lungotevere non senza aver distrutto biciclette e monopattini, incendiato cassonetti, danneggiato auto della polizia municipale. Alla fine, dopo inseguimenti tra guardie e ladri giunti fino a Prati e Borgo Pio, in 12, sono stati fermati. Seguiranno la stessa sorte degli altri violenti beccati a Napoli, Milano e Torino.