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Giulia Bongiorno candidata con la Lega

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“Giulia Bongiorno si candida come capolista della Lega in diversi territori del Paese”. Lo annuncia Matteo Salvini presentandosi in una conferenza stampa a Montecitorio con l’avvocato penalista che difese Giulio Andreotti e che è stata presidente della commissione Giustizia della Camera. “E’ – spiega Salvini – il segno di una Lega che cresce, coinvolge, punta su professionalità della realtà civile soprattutto nel campo della difesa della sicurezza, dei diritti delle donne, della riforma della Giustizia”.

Giulia Bongiorno candidata con la Lega

La Bongiorno è stata deputata nella XV legislatura con Alleanza Nazionale e nella XVI con il Popolo delle Libertà e Futuro e Libertà per l’Italia. “Si chiamava Lega nord, sembrava un partito di maschilisti. Avevo una certa diffidenza ma in questi anni mi sono espressa sulle sanzioni, sulla necessita’ di regole. Cose che diceva anche Salvini”, ha detto spiegando il motivo per cui si candiderà con il Carroccio: “mi ha colpito la nitidezza di Salvini di pensiero sulle regole e sulle sanzioni. Questo è un Paese in cui ci si è dimenticati cosa sono le sanzioni. Le sanzioni e le regole servono. Sono per la riscoperta di questi valori. L’Italia è diventato un paese della cuccagna per chi delinque. Le regole ci garantiscono la liberta’ “.
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“Ho già una legge nel cassetto: stop ai bambini utilizzati come merce di scambio quando i genitori litigano. Mi piacerebbe farla camminare”, aggiunge. Il fenomeno dell’immigrazione? “Sembra che interessa solo la Lega… Il tema dei flussi immigratori incide sui diritti delle donne”, sottolinea Bongiorno. “L’immigrazione va regolata, occorre tutelare le nostre donne e le loro donne. Io le voglio aiutare”.
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“Grazie Giulia, benvenuta nella Lega e bentornata in Parlamento. Non è una riciclata della politica, ha un suo mestiere, una sua vita e per questo le sono doppiamente grato”, ha detto Salvini. “Sono emozionata di riprendere questo percorso, contenta di un’interlocuzione continua con Salvini. Voglio un’Italia con meno contumaci, perché ci si deve mettere la faccia, e con più regole che ci garantiscono la libertà”, sostiene Bongiorno. “Mi sentivo un po’ contumace. Portavo avanti battaglie seduta nel mio ufficio. Ma se non si è in Parlamento le cose si dicono ma non si fanno. A tutto pensavo tranne che potessi correre con Salvini. Ma negli anni mi esprimevo e mi si diceva che la mia posizione era interessante, ‘ma dovevo stare attenta, perché quello che dicevo io lo diceva anche Salvini'”.