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È morto il medico aggredito a colpi di accetta nel parcheggio del Policlinico di San Donato Milanese

neXt quotidiano|

Giorgio Falcetto

Il motivo dell’aggressione ancora non è chiaro, nonostante ci sia un reo-confesso e sia stata ritrovata l’arma del delitto (una mannaia). Manca, però, un movente chiaro e definito di quella che all’inizio poteva portare a un’accusa di tentato omicidio e che nelle scorse ore, purtroppo, si è trasformato in un altro capo di imputazione: omicidio volontario. Perché si è spento, nel letto dell’ospedale San Raffaele di Milano, il dottore Giorgio Falcetto che martedì mattina era stato aggredito ferocemente da un uomo nel parcheggio del Policlinico di San Donato Milanese.

Giorgio Falcetto, morto il medico aggredito al Policlinico San Donato

Troppo gravi e profonde le ferite alla testa, con i medici che non hanno potuto far altro che arrendersi: mercoledì sera, infatti, i medici dell’ospedale San Raffaele hanno dichiarato il decesso del loro collega. Dopo 36 ore di agonia. E mentre l’intera sanità lombarda si è stretta attorno ai familiari e agli amici di Giorgio Falcetto, gli inquirenti stanno cercando di dare un senso giudiziario a quella folle aggressione a colpi di mannaia. Perché a colpire (provocandone la morte) il chirurgo 76enne è stato un uomo di 62 anni, fermato pochi minuti dopo dai carabinieri mentre si era allontanato in direzione Rozzano.

E quello stesso uomo, con precedenti penali, ha confessato di averlo colpito per un presunto trattamento medico (una flebo) a cui quello stesso medico lo avrebbe sottoposto diverso tempo prima, senza risolvere il suo problema. Una tesi che non trova conferme e che, dunque, è in fase di valutazione da parte degli inquirenti. Perché il comportamento del 62enne ha tutti i crismi della premeditazione e non della lucida follia: ha prima affiancato il medico nel parcheggio urtando l’automobile del chirurgo con la sua, poi ha avuto un alterco prima di prendere quella mannaia (ritrovata nella sua casa di Rozzano) dalla vettura e scagliandosi senza pietà contro il dottore.