Attualità

«Gioielliere ucciso, la Roma di Marino è un Far West»

Dopo che Libero ha scritto che la “sua” metro ha ucciso un bimbo, il Giornale non poteva stare lì fermo a fare la figura del moderato senza sparare una cazzata. E allora eccolo qua, Il Giornale di Sallusti, che ci fa sapere che la Roma di Marino è un far west:
marino far west
L’articolo di Giuseppe Marino invece, come spesso capita, parla di tutt’altro:

Quel che è certo è che nel Lazio, come in tutto l’Occidente, i crimini violenti sono in calo. Eppure crescono proprio i delitti contro la quotidianità, i delitti «antiborghesi», i furti e le rapine: i reati predatori sono aumentati da 192.000 a 201.000 in un anno, un aumento del cinque per cento, con Roma che ovviamente catalizza oltre l’ottanta per cento dei reati. Ma non ci sono solo i segnali che vengono dai numeri che dovrebbero preoccupare chi è responsabile dell’ordine pubblico nella capitale d’Italia. La sicurezza è un po’ come l’afa: non conta solo quella misurabile, conta anche quella percepita. E la verità è che a Roma c’è un brutto clima umano, non ci si sente sicuri nemmeno in strade centrali come quella dove ieri è stato ucciso un gioielliere, dove pensi che nessuno sarebbe così pazzo da sfidare controlli e telecamere.
Non ci si sente sicuri a prendere la metropolitana o un mezzo pubblico, i negozianti avvisano i turisti di stare attenti. Non si vive tranquilli e c’è la sensazione che ogni giorno consegni alla città un nuovo segnale funesto: un bimbo che muore in metropolitana, una signora falciata da un pirata mentre aspetta l’autobus. Le autorità politiche che governano questa città, messe sotto scrutinio per altri fatti criminali, e quelle che devono valutarne l’operato, tengano presente anche questo. Qualunque sia l’esito di questo scrutinio, sindaco e prefetto dovranno mettere in cima alla loro agenda l’obbligo di dare una risposta a chi chiede di vivere questa città senza paura.