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L'omaggio di Taffo a Gianna, la trans rinnegata anche nel suo manifesto funebre

@neXt quotidiano|

Gianna forse di suo aveva solo il nome o poco più. 49 anni, di Andria per l’anagrafe si chiamava Giovanni, ma tutti la chiamavano Gianna, perché lei si sentiva una donna, era una donna. E purtroppo la sua vita, come quella di tante donne che sono state definite così fin dalla nascita da tutti, è stata difficile. Solitudine, emarginazione, povertà estrema alla quale nel suo caso particolare si aggiungevano le offese e la violenza di chi pensava che valesse meno degli altri perché aveva scelto di essere donna prima che lo decidesse un pezzo di carta, la famiglia o la società. Purtroppo Gianna non c’è più e il rispetto che le è mancato in vita non le è stato regalato neanche dopo la morte. Perché sul suo manifesto funebre la sua famiglia ha deciso di far scrivere il suo nome al maschile.

Gianna, la trans che è stata rinnegata anche sul suo manifesto funebre

Gianna, racconta la Gazzetta del Mezzogiorno, era stata abbandonata da tutti: la sua famiglia di origine le stava lontano, e non aveva altri affetti. Viveva in una casa nel centro storico, un’abitazione diroccata dove l’hanno trovata domenica scorsa, quando ormai c’era poco da fare per lei. Trasportata al Pronto Soccorso con un’ambulanza è morta poco dopo. La vicenda di Gianna, e del suo manifesto funebre è stata resa nota da Vladimir Luxuria che la conosceva già: l’aveva incontrata durante la campagna elettorale a sindaco di Andria di Laura Di Pilato nell’estate scorsa: «Gianna, ti ho conosciuta ad Andria grazie a Laura Di Pilato. I tuoi occhi erano di rimmel impastato di lacrime, solo perché eri trans ti hanno insultata e scartata, ti hanno fatta cadere tante volte e ti sei rialzata, ma adesso per una caduta fatale non ce l’hai fatta».

Taffo sui suoi social ha deciso di rendere omaggio a Gianna rendendole almeno in parte giustizia. Ecco il suo nuovo manifesto funebre:

gianna trans manifesto funebre

“Abbiamo deciso di rifare la locandina funebre per darle un rispettoso ultimo saluto”. Ti salutiamo anche noi Gianna.

(nel video all’inizio dell’articolo un’intervista a Gianna di qualche tempo fa)