Fatti

Per la Lega non è sconcio l'applauso contro il ddl Zan, ma è sconcio l'annuncio scherzoso della direttrice d'orchestra 

neXt quotidiano|

Gianna Fratta

Venerdì 29 ottobre, al teatro Politeama di Palermo, è andato in scena un appuntamento musicale di grande interesse. Sia per le personalità coinvolte, sia perché si tratta – dopo l’ampliamento dei limiti di capienza – di un importante evento per la ripresa del settore degli spettacoli. A dirigere l’orchestra c’era Gianna Fratta, mentre al pianoforte c’era la più grande pianista vivente: Marta Argerich. E la Lega, in particolare la deputata Marianna Caronia, ha avuto da ridire anche sull’annuncio scherzoso fatto sui social dalla direttrice d’orchestra (anche moglie del cantante Piero Pelù). Questa paradossale polemica parte da questo post pubblicato su Facebook a poche ore dall’evento.

Gianna Fratta, la direttrice d’orchestra attaccata dalla Lega

L’attenzione della parlamentare della Lega è finita proprio sul lancio: “Appuntamento amoroso. No perditempo. Solo veri interessati ad esperienze di gruppo eccitanti, appassionate e piene di musica. Tutto in diretta streaming”. Un modo scherzoso per richiamare l’attenzione su questo concerto al teatro Politeama di Palermo che, però, non sembra esser stato apprezzato da una deputata – che nella sua vita ha cambiato più volte partito, con un andirivieni nel Carroccio – che fa parte di quel partito che, invece, ha ritenuto consono e spettacolare l’esigenza di alzarsi in piedi, applaudire e gridare all’annuncio dell’approvazione della tagliola che ha affossato il ddl Zan.

Questa, evidentemente, è tra le priorità della Lega: chiedere le dimissioni della direttrice d’orchestra. “Le parole utilizzate dalla direttrice artistica della FOSS Gianna Fratta sulla propria pagina privata di Facebook, per invitare ad una diretta streaming, sono decisamente di cattivo gusto, fuori luogo e, soprattutto, indicano una gran confusione tra ruoli pubblici e strumenti privati – sostiene la deputata del Carroccio -. Oltre a toni decisamente inappropriati per chi svolge una funzione pubblica lautamente retribuita con fondi pubblici, vi è anche formale gravità del rimando ad un canale privato per seguire la streaming della Fondazione, quando quest’ultima possiede propri strumenti e canali di comunicazione”. Le priorità.

(foto: da Facebook)