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Gianmarco De Pieri: il militante dei centri sociali arrestato al Brennero

gianmarco de pieri

Un militante dei centri sociali di Bologna, Gianmarco De Pieri, è stato portato via dagli agenti della polizia austriaca nel corso della manifestazione svoltasi al Brennero. I manifestanti, che erano partiti dalla stazione ferroviaria che si trova sul versante italiano, erano giunti fino sul lato austriaco e stavano facendo ritorno quando, improvvisamente, dai lati del corteo è penetrato un drappello di una quindicina di agenti con l’equipaggiamento antisommossa che ha raggiunto la testa della manifestazione dove si trovava De Pieri. A questo punto il giovane è stato afferrato per le braccia gli agenti lo hanno trascinato via alla volta di un furgoncino della polizia. De Pieri è strato trattenuto per un’ora circa. Una volta rilasciato, i dimostranti sono rientrati in territorio italiano. Poco prima del fermo di De Pieri, i manifestanti, che presentatisi con giubbotti di salvataggio e canotti di colore arancione, erano arrivati molto vicini allo scontro con la polizia austriaca che per l’occasione era presente con circa 300 agenti. Quando i poliziotti hanno formato la barriera hanno respinto i dimostranti con spray urticanti e qualche colpo di manganello.

Gianmarco De Pieri: il militante dei centri sociali arrestato al Brennero

“È stato un sequestro di persona politico: quando mi hanno rilasciato non mi hanno dato alcun documento, nessuna carta. L’unica accusa è di aver parlato al megafono e di aver agitato le braccia”, ha detto all’ANSA il leader del Tpo di Bologna, Gianmarco De Pieri, dopo essere stato rilasciato dalla polizia in Austria dov’era stato fermato durante la manifestazione dei centri sociali dell’Emilia-Romagna al Brennero, per la libera circolazione di migranti e profughi, alla quale hanno aderito Sel e Prc. De Pieri, che si è poi detto “scosso” dalla vicenda, è candidato alle comunali di Bologna per Coalizione Civica, considerato vicino al candidato sindaco Federico Martelloni di Sel-Si. “‘Ma se l’unica accusa è di aver parlato al megafono, lo fate per tapparmi la bocca’, gli ho detto”, ha proseguito De Pieri. “E loro mi hanno fatto tradurre dall’interprete che sì, non devo andare in Austria a fare queste cose, che lì io non avrei più parlato, che potevo tornare a parlare solo una volta rientrato in Italia”. Il fermo, ha aggiunto, “è stata un’azione di polizia imprevista, immotivata, illogica, brutta. E’ un problema anche di diplomazia – ha aggiunto – non esiste che un cittadino italiano venga trattato così, tanto che si è mosso anche il Ministero e l’ambasciatore italiano in Austria, a contatto con alcuni parlamentari. So che Nicola Fratoianni (Si) ha reclamato la mia liberazione”.