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La fine che potrebbe fare Gianluca La Face, il 57enne che ha aggredito il giornalista di Repubblica a Roma

Gianluca La Face sembra sia chiuso in casa da due giorni. Ora l’uomo potrebbe perdere il lavoro. Potrebbe non essere più chiamato a scuola

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Adesso rischia il posto di lavoro Gianluca La Face, il collaboratore ATA che ha aggredito il giornalista di Repubblica Francesco Giovannetti. I due si trovavano ad una manifestazione no vax, uno però era lì per lavorare. L’altro invece in preda ad un delirio antistatalista, era lì per aggredire chi lavorava.

Pochi giorni fa ribolliva di odio verso tutti, due minacce di morte nei confronti del cronista e le invettive verso lo Stato. Oggi è chiuso in casa, telefono spento e terrore, quello vero, di essere depennato anche dalle liste dei bidelli in supplenza. Lui che da precario era stato integrato solo in concomitanza dell’emergenza Covid e che oggi attende lo scorrimento di graduatorie che forse, suo malgrado, non gli interesseranno più. Nel pomeriggio di ieri il sopralluogo della polizia all’interno dell’appartamento del criminale ha fatto emergere comunque il possesso di una serie di armi da fuoco, tutte regolamentate. “Gira la telecamera, altrimenti ti lascio steso a terra” e poi “Ti taglio la gola”, sono state le parole pronunciate dal dipendente ATA che all’interno dell’appartamento conservava tre carabine, due fucili e una pistola.

Potrebbe perdere il lavoro Gianluca La Face, il 57enne che ha aggredito il giornalista di Repubblica a Roma

Sul caso del collaboratore 57enne dalle mani calde e la minaccia facile sta indagando l’ufficio scolastico regionale, l’obiettivo è quello di capire se ci sono gli estremi per eliminare il suo profilo dagli aspiranti ad un posto di stabile.

Rocco Pinneri, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, spiega: “Non è un nostro dipendente, al momento. I procedimenti disciplinari sono nei confronti di dipendenti. Era stato assunto nel regime di emergenza per la pandemia in un istituto comprensivo e al momento non ha alcun contratto di lavoro con nessuna scuola del Lazio. Quindi non è una questione che ci riguarda”.

Intanto ieri pomeriggio davanti al Pantheon si è tenuta una manifestazione dei cronisti, vittime troppo spesso di aggressioni di vario genere. Si ricorda il caso di Saverio Tommasi di Fanpage, recentemente assaltato in piazza a Firenze. Ora è il momento, come scrive Provenzano nel suo tweet che la politica, la scienza e tutti gli altri membri in grado di orientare l’opinione pubblica abbandonino l’ambiguità delle dichiarazioni in favore di una posizione unitaria.