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Giampiero Filangieri: il jihadista italiano in carcere in Iraq

Si chiama Giampiero Filangieri, ha 35 anni, è nato a Reggio Calabria ma è cresciuto a Bologna dove vive la famiglia. Nel 2009 era considerato un clochard e si trovava in Spagna, dove aveva subito un pestaggio. Repubblica racconta oggi che la notizia del suo arresto — a luglio, a Erbil, nel Kurdistan iracheno — è stata data ieri dal presidente curdo Massoud Barzani. È una conferma: anche un po’ tardiva.

Perché la storia di Filangieri, arresto compreso, viene a galla cinquanta giorni fa: il 20 dicembre 2014. Con un’inchiesta diRepubblica sui foreign fightersitaliani arruolati nella jihad. Le informazioni della nostra Intelligence riconducevano (anche)a lui, Filangieri. Assieme a una quarantina di persone “monitorate” dai servizi di sicurezza e dall’Antiterrorismo perché sospettate di essere vicine ai miliziani dell’Is. Di Filangieri si sapeva che aveva provato a entrare in Iraq dalla Turchia. Aveva regolare passaporto. Ma per la polizia turca, che aveva trasmesso un rapporto ai colleghi curdi, la sua vera intenzione era entrare nelle fila dello Stato islamico.

isis foreign fighters
Ecco il racconto del presidente curdo Barzani in un’intervista al quotidiano al Hayat:

«Un giorno, una persona italiana ha tentato di entrare nella regione dalla Turchia. È venuto in modo regolare con il suo passaporto, ma la polizia curda ha scoperto che era venuto per arruolarsi all’Is». Le indagini da parte delle autorità di Erbil sono ancora in corso. I genitori di Filangieri ripetono che il figlio, un tipo alto,robusto, i capelli rasati, la barba lunga, «non è un terrorista e non c’entra niente con l’Is. È soltanto — come dicono anche gli zii a Reggio Calabria — un ragazzo problematico e facilmente plagiabile». Che però comunica via whatsapp con altri convertiti italiani. Messaggi inequivocabili. «Occidente oppressore ti distruggerò». «È iniziata la mia lotta contro l’Occidente predone».«Islam libertà per i popoli oppressi». «Lottiamo fino alla fine per liberare le terre schiacciate dalla violenza occidentale».