Fatti

Giada Gervasi, la sindaca di Sabaudia arrestata per turbativa d'asta e corruzione

neXt quotidiano|

giada gervasi sabaudia matteo salvini arresti domiciliari

Un’operazione condotta dai carabinieri del comando provinciale di Latina ha smembrato il Comune di Sabaudia, a cominciare dalla sindaca Giada Gervasi, eletta alle amministrative del 2017 con il sostegno della Lega di Matteo Salvini, ora agli arresti domiciliari. Sono sedici le misure cautelari arrivate a margine delle indagini della Procura su amministratori, funzionari pubblici e imprenditori del posto, ai quali vengono contestati a vario titolo i reati di corruzione, peculato e falso ideologico. Nella nota diffusa dagli inquirenti si legge che sono undici gli episodi di turbativa d’asta, con riferimenti alla Coppa del Mondo di canottaggio dove sarebbero state “favorite ditte compiacenti all’amministrazione comunale, sia nella realizzazione del campo di gara sia nell’affidamento del servizio di manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica, per un giro di affari di circa 1 milione di euro”.

Giada Gervasi, la sindaca di Sabaudia arrestata per turbativa d’asta e corruzione

Nel mirino anche alcune concessioni demaniali rilasciate dal comune di Sabaudia. In 12 sono ora agli arresti domiciliari, per i restanti quattro è stato emesso un  divieto di dimora, unitamente alla misura dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici per un anno. Sono agli arresti domiciliari il sindaco, Giada Gervasi il direttore del comitato per la coppa del mondo di canottaggio, Luigi Manzo, il consigliere comunale Sandro Dapit, l’assessore Innocenzo Angelo D’Erme,  l’ex direttore del Parco nazionale del Circeo Paolo Cassola,  il dipendente del Comune Edoardo Piovesana, l’appuntato dei carabinieri Angelo Mazzeo, l’imprenditore Giuseppe Pellegrino, il tecnico e supervisore dei lavori per la Coppa del Mondo Erasmo Scinicariello, il responsabile del servizio appalti del Comune Riccardo Guglielmi, quello dei lavori pubblici Giovanni Bottoni e l’imprenditore Stefano Malinconico.

Riflettori puntati anche sulle 45 attività balneari del lido di Sabaudia, che avrebbero goduto di favoritismi e privilegi. In base a quanto accertato dagli inquirenti “alcuni dipendenti pubblici sarebbero, in concreto, i titolari di alcuni stabilimenti e chioschi oggetto di favoritismi”.

“Il comportamento della Gervasi – scrive il gip – appariva funzionale a precostituirsi un alibi qualora vi fossero state indagini nonché un probabile tentativo di depistaggio. Inoltre, nel corso delle indagini è emerso che gli indagati, proprio per sottrarsi alle investigazioni, hanno adottato molte precauzioni. Si è visto infatti che gli stessi hanno spesso evitato di parlare al telefono di determinate questioni, preferendo comunicazioni di persona oppure facendo ricorso ad applicazioni telefoniche che consentono di comunicare in maniera riservata, a riparo da eventuali intercettazioni”.