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Germana Durando: la "Santa" che voleva curare il cancro con le parole

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Ieri abbiamo parlato delle email che la medica omeopata Germana Durando inviava a Marina L. per consigliarle rimedi della Cura Hamer invece di quelli della medicina tradizionale per il suo melanoma maligno a cellule epiteliomorfe di tipo T4 che poi ha portato quest’ultima alla morte. Oggi Repubblica torna sulla vicenda raccontando altri originali aspetti della vicenda, comprese le testimonianze delle amiche più care che dicono che Marina chiamava la Durando “Santa Germana”:

Non solo però Marina L. non doveva togliere quel neo sulla scapola che da pochi millimetri, negli anni, era diventato un tumore di 11 centimetri. Ma nemmeno i linfonodi ingrossati e che erano diventati metastatici. «Sono le sentinelle che combattono il cancro per te» era l’idea del suo medico, a cui la procura contesta il reato di omicidio colposo aggravato. Agli atti dell’inchiesta chiusa del pm Stefano Demontis, oltre alle mail tra la paziente e la sua terapista, ci sono anche le drammatiche testimonianze delle amiche più care. Che agli investigatori hanno raccontato quanto fosse forte quel rapporto e come i dubbi di Marina fossero “spazzati via” dalla fiducia in “Santa Germana”, come era solita definirla.

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Gli scambi di email tra Germana Durando e Marina L. rivelati oggi da Repubblica

 
Nei colloqui con le amiche si scopre che Marina considerava la Durando “maga e salvatrice”:

Agli investigatori il 14 aprile del 2015, l’amica d’infanzia Anna spiega: «Spesso chiedevo a Marina notizie di quel neo per sapere se fosse sempre sotto controllo: “Certo — mi rispondeva — è Germana che me lo cura”». Quando aveva scoperto che si trattava di un melanoma maligno le aveva detto: «I medici volevano ricoverarmi per asportarmi anche i linfonodi, ma mi sono rifiutata e ho dovuto lottare tantissimo con loro». Il motivo? «Germana mi ha detto che non devo assolutamente toglierli, perché sono la barriera contro il tumore: loro si attivano contro il cancro, per questo non mi faccio operare».
È sempre Anna a riportare in Procura l’angoscia dell’amica: «Sono piena di speranze, ma ogni tanto ho grandi dubbi: ho dei dolori terribili ai linfonodi e mi assalgono le perplessità sul mio tipo di cura, ma Germana mi dice che è tutto normale e che i dolori indicano che i linfonodi stanno lavorando contro il tumore». Un’altra testimone, Simonetta, descrive il rapporto tra Marina e Germana: «Ne era entusiasta, la considerava una sorta di maga e di salvatrice».

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