Fatti

Putin ha fatto arrabbiare anche il suo "amico" Depardieu: "Ferma questa guerra"

neXt quotidiano|

Gerard Depardieu

Per anni lo ha esaltato per la sua visione politica e per la guida “democratica” della Russia. Un’ammirazione oltre confine (e non solo per avergli concesso il passaporto e la cittadinanza russa per fuggire all’aumento delle tasse per i ricchi in Francia nel 2013. Insomma, un’amicizia che lo ha portato anche a paragoni azzardati, come quello fatto con Giovanni Paolo II. Ma l’invasione e la guerra all’Ucraina ha fatto traboccare quel vaso che risponde al nome di Gerard Depardieu.

Gerard Depardieu scarica l’amico Putin dopo la guerra in Ucraina

Intervistato da AFP, l’attore francese non usa mezzi termini per chiedere al suo “amico” di smetterla di mostrare i muscoli (provocando morte e distruzione) all’Ucraina e al Mondo intero e di ritirare quelle truppe che hanno iniziato l’invasione all’alba di giovedì 24 febbraio colpendo, con una continua pioggia di missili, non solo obiettivi militari ma anche civili.

“Russia e Ucraina sono sempre stati paesi fratelli. Sono contrario a questa guerra fratricida e dico ‘ferma le armi e negozia!’”.

Perché, come giudicato dalla maggior parte della popolazione mondiale, la mossa di Putin appare senza senso e priva di qualsiasi razionalità. E ora anche Gerard Depardieu, che nella sua vita non ha lesinato parole di ammirazione nei suoi confronti, ha deciso di sedersi dal lato opposto di quel fiume fatto di follia militare, chiedendo la fine del conflitto armato e la soluzione per via diplomatica. Lo stesso attore, infatti, ha ricordato come nella storia Russia e Ucraina siano stati Paesi fratelli, anche se negli ultimi anni le tensioni politiche si sono trasformate in tensioni sociali. Come testimoniato dalle minacce, dall’invasione, dalle bombe, dai missili e dai morti provocati.

Eppure s’erano tanto amati. Perché nel 2013, nel bel mezzo delle polemiche sul nuovo regime di tassazione per i “ricchi” in Francia, Vladimir Putin aveva aperto le porte all’attore transalpino che, dunque, aveva ottenuto la cittadinanza e il passaporto russo (non proprio un qualcosa che può accadere tutti i giorni). Una mossa che provocò una tensione diplomatica tra i due Paesi. Battaglie dialettiche che, alla luce di quel che sta accadendo oggi, sembrano inezie.

(foto IPP/visual/zumapress)