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Generazione Identitaria: ecco perché "i difensori dell'Europa" potrebbero portare i migranti in Italia

generazione identitaria defend europe c-star

La nave patriottica e identitaria dei patrioti di Generazione Identitaria è pronta a salpare per dare la caccia ai migranti. La missione è chiara: difendere l’Europa dall’invasione dei migranti. L’obiettivo è quello di disturbare le operazioni delle ONG che operano nel Mediterraneo Centrale e – se possibile – riportare a casa qualche migrante. Il che significa semplicemente scaricarlo nei porti libici. Oppure, qualora non sia possibile, di consegnarli nelle amorevoli mani della guardia costiera libica. Notoriamente una delle marine più pacifiche e collaborative del mondo.

Bisogna fermare il meccanismo della “Grande Sostituzione”

Ma i nostri valorosi neofascisti identitari sono pronti. Hanno raccolto centomila euro per fermare l’immigrazione e non hanno paura di usarli. Per questo hanno affittato la nave C-Star (ex Suunta) battente bandiera del Gibuti (non proprio identitaria come scelta) che ora è in rotta alla volta del Canale di Suez e che fra qualche tempo potrebbe arrivare nel Mediterraneo e imbarcare i giovani e arrembanti identitari il cui logo è preso a prestito dallo scudo degli spartani di 300 di Frank Miller.
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I nostri identitari della missione Defend Europe hanno come obiettivo quello di contattare il governo libico (quale, per la precisione?) e richiedere l’intervento della Guardia Costiera libica affinché venga a prendersi i migranti. C’è molta ingenuità in un piano del genere: il governo libico non ha alcun interesse a tenere i migranti (soprattutto quelli che non sono libici) sul suo territorio. Quando era vivo Gheddafi le centinaia di migliaia di disperati detenuti nei campi di concentramento libici erano al massimo visti come un’arma per ricattare l’Italia e l’Europa. Ora probabilmente sono solo un problema del quale i libici non vogliono occuparsi. E gli uomini della Guardia Costiera (anzi delle guardie costiere) libica non sono poi così affabili e disponibili al dialogo, ne sanno qualcosa i pescatori sequestrati negli anni passati. Speriamo almeno che a bordo ci sia qualcuno che parla bene l’arabo.

Una grande missione di propaganda basta sull’approssimazione

Nelle loro dichiarazioni i difensori dell’Europa (democraticamente autonominatisi tali) fanno sapere che qualora dovessero imbattersi in migranti che hanno necessità di essere soccorsi non si rifiuteranno di farlo. E del resto non potrebbero, a meno di non violare le leggi del diritto marittimo che impongono a tutti i natanti di prestare soccorso ai naufraghi e alle persone in difficoltà. Nel momento in cui i migranti saranno accolti a bordo la legge impone che vengano trasferiti verso il porto sicuro più vicino. Le operazioni di salvataggio poi dovranno avvenire – così come avviene per le ONG – sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana che è responsabile delle aree SAR a Sud della Sicilia.
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Sarà la Guardia Costiera a dire dove dovranno essere sbarcati i migranti. E sarà interessante vedere come – senza personale medico addestrato a bordo – i bravi ragazzi di Generazione Identitaria riusciranno a gestire le eventuali emergenze mediche. O credete che nei centomila euro raccolti sia previsto l’acquisto di medicinali e attrezzature di primo soccorso? E se una donna dovesse partorire? Al momento non è chiaro come il gruppo affronterà queste eventualità.

Il rischio non del tutto remoto che GID porti dei migranti in Italia

È molto più probabile che per evitare di doversi trovare nella complessa situazione di dover gestire lo sbarco dei migranti i nostri prodi bucanieri se ne staranno ben distanti dalle acque territoriali libiche e si limiteranno a filmare le attività di soccorso degli altri. Ma immaginiamo che quelli di GID riescano a imbarcare dei migranti e che vogliano “rispedirli al mittente”. In mancanza della capacità di procedere all’identificazione dei migranti i nostri eroi del mare qualora dovessero “riportare a casa” i migranti violerebbero un importante articolo della Convenzione di Ginevra. Si tratta del principio di non-refoulement (non respingimento).

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Lorenzo Fiato, responsabile nazionale di Generazione Identitaria (via Facebook.com)

Ai sensi dell’art.33 della Convenzione di Ginevra a un rifugiato non può essere impedito l’ingresso sul territorio né può esso essere deportato, espulso o trasferito verso territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate. Questo principio vale anche per coloro ai quali non è stato ancora riconosciuto lo status di rifugiato ma che ne hanno fatto solo richiesta. Naturalmente la Libia, con i suoi campi di detenzione non è un paese sicuro per i migranti. E dalla Libia passano anche molte persone che hanno diritto all’asilo politico. Di fatto quindi Generazione Identitaria potrà fare solo quello che già fanno le navi di Frontex e delle ONG, prendere a bordo i migranti e portarli in Italia. E questa volta a pagare saranno quelli che lottano contro il piano Kalergi. Non è ironico?