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I due studenti rifiutati dalle aziende per l’alternanza scuola-lavoro a causa delle loro origini marocchine

In un istituto superiore del Friuli occidentale due studenti neri sono stati rifiutati da più aziende che avrebbero dovuto ospitarli per un tirocinio

professore frase antisemita

Rischiavano di essere gli unici della classe a restare fuori dal progetto di alternanza scuola-lavoro perché più di un’azienda si era rifiutata di formarli per un periodo di stage a causa delle loro origini marocchine: protagonisti della triste vicenda dai contorni razzisti due studenti neri di un istituto superiore nel Friuli Occidentale, la cui insegnante incaricata del tutoraggio ha dovuto chiedere aiuto all’associazione immigrati di Pordenone. Grazie alle denunce della docente, che hanno avuto eco mediatica soprattutto dopo che la notizia è apparsa per la prima volta sul Messaggero Veneto, alla fine i due studenti sono riusciti a trovare un’azienda disponibile ad accoglierli per il tirocinio.

I due studenti rifiutati dalle aziende per l’alternanza scuola-lavoro a causa delle loro origini marocchine

Adolph Hackah, presidente dell’associazione ivoriani, si è speso in prima persona per i due studenti pordenonesi: “Erano stati rifiutati da più di un’azienda. Ammesso il resto della classe e soltanto loro tagliati fuori. La docente non se l’aspettava e ci è rimasta veramente male. Come tutti noi, del resto. Ma per fortuna, nel frattempo si è risolto tutto e ora potranno partecipare anche loro allo stage in azienda”.

Confindustria Pordenone si era detta pronta ad intervenire in caso non si fosse trovata una soluzione. Della vicenda si è occupato anche il consigliere regionale Furio Honsell, ex sindaco di Udine, di Open Sinistra Fvg: in una nota aveva affermato che “se confermata nella sua violenza” la vicenda “sarebbe un gesto di razzismo inaccettabile per una regione che si dichiara civile“.

“Con lo scoppio della guerra in Ucraina – afferma Luigina Perosa, volontaria dell’associazione immigrati – gli immigrati storici che vivono nelle nostre città sono spariti dai radar, mentre i problemi sono rimasti gli stessi”. Cita ad esempio la difficoltà a trovare casa: “Ho accompagnato più di un immigrato all’incontro con gli agenti immobiliari – dice – e il ritornello non cambia: anche se si tratta di persone con un lavoro a tempo indeterminato, si sentono dire che i proprietari preferiscono non affittare agli stranieri”.