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Franco Gabrielli: un prefetto perfetto per Roma?

Nonostante i Caraibi, le cose si fanno sempre più dure per Ignazio Marino. La decisione di fornire maggiori poteri al prefetto Franco Gabrielli nella gestione del Giubileo straordinario non è un commissariamento, ma suona molto simile agli occhi del chirurgo che ha vinto le elezioni a Roma con il 64% dei consensi appena due anni fa. Non solo: Renzi avrebbe in animo anche di andare alle elezioni per il Campidoglio nel 2017 con un candidato come quel prefetto che oggi appare come lo sfidante più difficile proprio per Marino.
 
FRANCO GABRIELLI: UN PREFETTO PERFETTO PER ROMA?
Gabrielli sarà un sindaco-ombra in attesa di diventare il candidato del Partito Democratico alla guida del Campidoglio, scrive oggi l’agiografa di Renzi Maria Teresa Meli sul Corriere. E se Matteo Orfini continua a difendere l’operato di Marino, Renzi – scrive oggi la Meli – la pensa in tutt’altro modo ed è convinto che sia difficile arrivare in queste condizioni alla scadenza naturale del 2018. Ecco quindi il piano del premier: andare al voto entro il 2017:

In questo frattempo Gabrielli avrà più di un’ occasione per farsi le ossa con il Giubileo. E il premier avrà il modo di vedere se è proprio lui, come ritiene adesso, la persona giusta per tentare la riconquista del Campidoglio quando verrà il momento, evitando di regalare la città a i grillini o al centrodestra che corteggia Alfio Marchini. Intanto, Renzi continua a marcare le distanze con il Campidoglio, pur salvando tutte le forme perché Marino è stato costantemente informato delle decisioni che venivano prese a Palazzo Chigi (inclusa quella di affidare la gestione commissariale del debito del Comune proprio a quella Silvia Scozzese dimessasi da assessore al Bilancio in polemica con il sindaco). Non è un caso, dunque, che ieri non si sia fatto vedere, in compagnia del titolare dell’Interno Angelino Alfano, alla conferenza stampa che è seguita al Consiglio dei ministri. Renzi non vuole sovrapporre la sua immagine a quella della giunta romana e del sindaco. E ovviamente non è una coincidenza il fatto che il presidente del Consiglio non abbia ancora deciso se e quando mettere la faccia sul Giubileo.
Per l’Expo, Renzi ce la mise subito, nonostante i pronostici sulla riuscita dell’evento fossero tutt’altro che favorevoli. Difese l’Esposizione universale persino quando arrivarono le indagini della magistratura sugli appalti. Il premier ha sempre puntato sull’Expo. Sul Giubileo, al contrario, è molto, molto prudente, benché desideri che tutto vada per il meglio perché si rende conto dell’enorme esposizione mediatica dell’evento. «Aspettiamo», è il ritornello che si sente ripetere a Palazzo Chigi. Guai a compromettere l’immagine dell’esecutivo. Tanto più che in questo periodo Renzi è molto sensibile a questi problemi. Lo prova il fatto che ieri, in Consiglio dei ministri, si sia lamentato (riferendosi anche al pasticcio sui numeri del Jobs act) degli errori di comunicazione del governo.

ELEZIONI NEL 2017, CIAO CIAO IGNAZIO
La prefettura è già al lavoro per organizzare la struttura di supporto al Campidoglio prevista dai provvedimenti adottati oggi dal governo. Il sindaco ha fatto diverse telefonate dall’estero dove è ancora in vacanza, secondo quanto si apprende. La prossima settimana il sindaco al ritorno dalle ferie incontrerà il prefetto Gabrielli. Intanto il governo procede con altre nomine Come quella dell’ex assessore al Bilancio del Comune di Roma, la renziana Silvia Scozzese, un’esperienza nell’Anci, dimessasi a luglio scorso insieme all’altro assessore renziano Guido Improta e ora tornata con il compito di commissario al debito di Roma. Sarà di fatto lei, insieme a Causi, a tenere i cordoni della borsa per le opere per il Giubileo. Cordoni stretti visto che il governo non ha deciso di stanziare risorse aggiuntive ma, secondo fonti di governo, sufficienti per le opere previste. Non un commissariamento del sindaco, assicurano al Pd, ma certo un forte affiancamento visto che, spiega un ministro, “i poteri del prefetto sono molto significativi”. “Il successo del Giubileo è il successo del paese”, è la formula scelta in conferenza stampa dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti per spiegare che non è più tempo di scontri politici. Per questo sembrano cadere nel vuoto gli attacchi e la richiesta di ritorno alle urne che arrivano da M5S, da Fi e dalla Lega. “Non accettiamo lezioni di moralità da chi ha governato e sostenuto Alemanno”, tagliano corto i renziani, sperando che la fiducia concessa a Marino, ma soprattutto il lavoro dei tutor che lo affiancheranno, tolga Roma dalla pubblicità negativa delle prime pagine di tutto il mondo.