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La decisione di Facebook di chiudere (finalmente) la pagina di Francesca Donato

@neXt quotidiano|

Francesca Donato

Facebook ha deciso di chiudere la pagina di Francesca Donato. Difficile dire se a portare il social network a prendere questa decisione siano state le segnalazioni (numerosissime) degli utenti dopo le ultime frasi fuori luogo e filo-putiniane dell’ex leghista o se il tutto sia stato generato dai fact checker di Zuckerberg. Una cosa però è certa: almeno per qualche giorno (ammesso che il provvedimento sia provvisorio) l’europarlamentare dovrà scegliere un altro canale per diffondere le sue bufale.

La decisione di Facebook di chiudere (finalmente) la pagina di Francesca Donato

A dare la notizia è stata proprio Donato sul suo profilo Twitter. “Mi hanno chiuso la pagina Facebook. L’attacco nei miei confronti è partito in maniera pesante”, ha dichiarato l’europarlamentare, che insinua che dietro la chiusura della sua pagina Facebook vi sia una sorta di ‘censura’. E’ invece più probabile che il suo profilo sia stato oscurato a causa delle numerose segnalazioni degli utenti per via delle bufale diffuse sui suoi canali social.

Non molto tempo fa, infatti, Donato ha alimentato la fake news dei simboli nazisti presenti sulla divisa di Zelensky in Ucraina; ancora prima, chiamata ad intervenire a Non è l’Arena, su La7, era riuscita nell’impresa di paragonare i manifestanti russi arrestati dalla Polizia (su ordine del Cremlino), per aver protestato contro l’invasione dell’Ucraina, al leader di quel movimento di protesta dei portuali di Trieste salito agli onori delle cronache per le sue paradossali iniziative contro il vaccino e il Green Pass.

Donato, del resto, non è esperta solo di geopolitica. L’Europarlamentare – che è riuscita nell’ardua impresa di farsi cacciare dalla Lega – aveva dato il meglio di sé proprio sul tema vaccini e Green Pass. Durante i mesi di pandemia, Donato aveva scritto sui social di presunte correlazioni tra decessi e somministrazioni (spesso smentiti anche da fonti locali), fino ad arrivare alle cure alternative per il Covid, come l’uso dell’ivermectina, tesi naturalmente priva di qualsiasi base scientifica.