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La risposta perfetta dell'Auschwitz Memorial a Francesca Donato che aveva scritto "La vaccinazione rende liberi"

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francesca donato

Le file della Lega continuano a regalare figure istituzionali che remano contro il grande sforzo del paese. L’ultima ad iscriversi nella lista dei politici no-vax è stata Francesca Donato, eurodeputata eletta nella file del Carroccio. La propaganda dei contrari ai vaccini però questa volta ha trovato l’ennesimo oppositore. La deputata ha scritto sul suo profilo twitter la frase “La vaccinazione rende liberi”, parafrasando la celebre cancellata all’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz: Arbeit macht frei in italiano, Il lavoro rende liberi.

La risposta è nella storia: risponde il profilo dell’Auschwitz Memorial

La risposta arriva direttamente dal profilo twitter dedicato al memoriale delle tragedie legate al campo di sterminio nazista. “Quelle parole sono diventate una delle icone dell’odio umano che ha portato a innumerevoli morti. La strumentalizzazione di questo simbolo per argomentare contro la vaccinazione che salva la vita umana, è un triste sintomo di declino morale e intellettuale”.

no-vax lega vaccini francesca donato

E’ sì vero che non ci potrebbero essere parole migliori per esprimere un concetto così semplice, in un momento così importante per il nostro paese. Considerati i diversi focolai della variante Delta che si sono imposti in Italia, verso cui comunque il vaccino secondo gli esperti garantisce copertura. Proprio oggi il professore Rezza ha dettato la linea sui prossimi mesi “Preoccupa variante Delta, prudenza e vaccinare”.

“La crescita della prevalenza della variante Delta è un dato atteso, che deve essere monitorato con grande attenzione”. Ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, commentando la nuova indagine rapida sulle varianti di Sars CoV-2 condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler.

“E’ fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi per individuare i focolai, che in questo momento è reso possibile dalla bassa incidenza – aggiunge Brusaferro – e completare il più velocemente possibile il ciclo vaccinale dal momento che, come confermato anche ieri dall’Ema, questo garantisce la migliore protezione”.