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Le foto satellitari di Bucha che smentiscono la Russia e i negazionisti | VIDEO

@neXt quotidiano|

Bucha immagini satellitari New York Times

Hanno provato in tutti i modi a negare un vero e proprio massacro di civili. Hanno prima dato adito a paradossali teorie del complotto parlando di messinscena, scambiando il movimento di una goccia d’acqua sul finestrino per quello del braccio di un cadavere. Poi, decaduta questa prima bufala, hanno iniziato a dire: non sono stati i russi, ma gli ucraini. E ora cosa potranno inventarsi i negazionisti? Perché le immagini satellitari di Bucha pubblicate dal New York Times raccontano quella verità negata da chi ha deciso di vivere nella posizione di megafono del Cremlino.

Bucha, le immagini satellitari smentiscono Russia e nagazionisti

Le immagini sono state analizzate dal Visual Investigations team del quotidiano newyorkese. Si tratta di fotografie tratte dal satellite e che immortalano la situazione per le strade di Bucha – un sobborgo alle porte della capitale Kyiv – in data 11 marzo. La data è fondamentale, visto che la Russia e i negazionisti avevano messo in dubbio la cronistoria di quelle barbare uccisioni. Perché in quella data la cittadina ucraina era nelle mani dell’esercito russo. E nel video pubblicato dal New York Times si mostrano le posizioni in strada di quei corpi, purtroppo senza vita, immortalato poi nei giorni successivi alla liberazione.

Lo scorrere di quelle immagini è tragico e straziante. Per tre settimane quei cadaveri sono rimasti all’addiaccio, senza neanche essere coperti da un lenzuolo. Fino alla liberazione di Bucha e alla perlustrazione dei militari ucraini. Il video mostra 11 corpi, un numero solamente parziale rispetto al totale di quel massacro. I complottisti dell’ultima ora, adesso, sostengono che quelle vittime potrebbero esser stati colpiti dai militari ucraini nei loro assalti missilistici contro le truppe russe. Dinamica che si smentisce, purtroppo, facilmente. Non solo per la data di quel confronto fatto dal New York Times, ma anche perché molti di quei corpi sono stati ritrovati con le mani legate e con segni di una vera e propria esecuzione. Con mitra, fucili e pistole. Non con le bombe. E in quella data, per le strade di Bucha c’erano solamente i militari inviati dal Cremlino.

(foto e video: Da New York Times)