Attualità

Fortuna Loffredo: l'arresto di Raimondo Caputo

fortuna loffredo

Quello della piccola Fortuna Loffredo, la bimba trovata cadavere ai piedi del fabbricato in cui abitava la sua famiglia nel Parco Verde di Caivano, nel Napoletano, e’ stato un omicidio. I carabinieri, che indagano da tempo su una presunta rete di pedofili nell’area, hanno raccolto elementi sufficienti al gip di Napoli Nord per una misura cautelare. I particolari saranno resi noti in una conferenza stampa alle 11 nella procura che ha sede ad Aversa. Nel corso delle indagini sono state arrestate due persone per abuso su minori, e prima della morte di Fortuna un altro bambino era deceduto in circostanze da chiarire. In entrambi i casi, all’inizio si penso’ a cadute accidentali, nel caso del piccolo Antonio dal balcone di casa e in quello di Fortuna, dal terrazzo dell’edificio.

Fortuna Loffredo: una rete di pedofili dietro l’omicidio

Dall’inizio il sospetto della Procura è che Fortuna Loffredo fosse rimasta coinvolta in un giro di pedofilia, del quale forse anche altri bambini del Parco Verde sono vittime. Un sospetto condiviso dalla madre della bimba morta, Domenica Guardato. La donna ha sempre puntato senza esitazione il dito contro le persone che abitano nell’edificio: “Il mostro è nel nostro palazzo, è impossibile che nessuno abbia visto. Chi sa parli”, disse mesi dopo la morte della piccola. Ad essere arrestato è stato il compagno della vicina di casa della piccola Fortuna, Raimondo Caputo. La donna era la mamma del piccolo Antonio che morì in circostanze sospette, nonché simili a quelle di Fortuna, un anno prima. Lo conferma il legale della famiglia Loffredo, Angelo Pisani. L’uomo è accusato di violenza sessuale e omicidio. L’uomo era già in carcere insieme alla compagna da novembre 2015. I due, allora, furono fermati con l’accusa di violenza sessuale sulla figlia di tre anni. La donna di 26 anni era madre di un altro bambino di 3 anni morto il 28 aprile 2013 precipitando dal balcone dello stesso palazzo del parco Verde di Caivano (Napoli) in cui morì un anno dopo Fortuna Loffredo. “Gli adulti ostacolavano le indagini, i piccoli hanno permesso una svolta”, ha detto il procuratore aggiunto di Napoli nord, Domenico Airoma, che ha coordinato l’inchiesta sull’omicidio della piccola Fortuna: il riferimento è al contributo dato da tre figli minorenni della donna che si trova ai domiciliari con l’accusa di concorso in violenza sessuale, e il cui compagno è stato arrestato per la morte di Fortuna. Airoma ha parlato di “omertosa indifferenza e colpevole connivenza” riscontrate da parte degli adulti. L’indagine sull’omicidio della piccola Fortuna Loffredo “svela un quadro preoccupante in alcuni quartieri dell’area a nord di Napoli, dove l’infanzia non è tutelata, non si consente ai giovani di avere un normale personeo di crescita”.  La svolta nelle indagini sulla morte della piccola Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni violentata e uccisa il 24 giugno 2014 e’ arrivata dai racconti di altre piccole vittime di abusi sessuali. Tre minori, infatti, durante questo lungo lavoro investigativo, sono stati allontanati dal contesto familiare e, assistiti da personale qualificato, hanno iniziato a riferire particolari diventati la “chiave di lettura” delle indagini, che già attraverso le intercettazioni avevano tracciato un quadro molto grave di attivita’ di pedofili nel Parco Verde di Caivano.