Economia

Tra flat tax e reddito di cittadinanza: il conto della spesa di Lega-M5S

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Flat tax, reddito di cittadinanza, riforma della legge Fornero: il conto totale del governo Lega-M5S si fa sempre più immaginifico e i dettagli che mancano aiutano comunque a far sognare i sostenitori dei due schieramenti. Il progetto di mandare in pensione tre anni prima cancellando la legge Fornero è uno dei piatti forti della trattativa Lega-M5S sul nuovo esecutivo e sul nome che dovrà guidarlo. E mentre da una parte si registra l’improvvisa simpatia del MoVimento 5 Stelle per le Grandi Opere (già testimoniata dal cambio di verso sulla Metro C a Roma), dall’altro si cerca una sintesi tra la proposta di reddito di cittadinanza dei grillini e il reddito per l’autonomia varato dalla Regione Lombardia a guida leghista. Intanto, spiega Repubblica, c’è già chi sorride riguardo le coperture proposte dalla Lega per la flat tax:

L’ipotesi del 15% e 20% – se sotto o sopra gli 80 mila euro di reddito – deve passare ancora diversi vagli tecnici (e politici). I Cinque Stelle vogliono evitare contraccolpi troppo duri sulle fasce medio-basse. E soprattutto tutelare le famiglie monoreddito svantaggiate rispetto ai single, secondo alcune simulazioni. Uno zuccherino, insomma.

Necessario, chissà se sufficiente, a ingoiare l’indigesto condono, così estraneo alla cultura legalitaria del M5S. La “pace fiscale” rischia poi di non superare le forche caudine di Ragioneria, Quirinale, Ue. Nel “magazzino” di Equitalia ci sono 1.058 miliardi non riscossi. Ma solo il 4% può tornare – e in parte – a casa: 51 miliardi (lo calcolava l’ex direttore Ruffini).

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Flat tax e reddito di cittadinanza: la trattativa Lega-M5S (La Repubblica, 14 maggio 2018)

Servirebbero debiti tra 240 e mille miliardi per recuperare 60 miliardi in due anni, necessari secondo la Lega a coprire due terzi di la Flat tax. Missione quasi impossibile, a meno di introdurre un’altra clausola di salvaguardia: o entrano tutti i soldi del condono o aumenta l’Iva. Una beffa, visto che l’obiettivo è abbassare le tasse. E il reddito di cittadinanza? Scatterà nel 2020, perché nel 2019 il governo giallo-verde metterà in campo la riforma dei Centri per l’impiego: 2 miliardi.

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