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Fiumicino, l'oleodotto sequestrato a ENI

«L’Eni non potrà utilizzare l’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino finché non provvederà ad installare adeguati sistemi di controllo atti ad impedire ulteriori reati»: questo è riportato nell’ordinanza del tribunale di Civitavecchia nei confronti del colosso degli idrocarburi per la condotta che rifornisce di carburante per aviazione l’aeroporto di Fiumicino. I carabinieri del NOE hanno sequestrato l’impianto dopo i furti di cherosene che hanno provocato un disastro ambientale per lo sversamento del carburante nel Rio Palidoro, nel RIo Tre Cannelle e nel fiume Arrone, a poca distanza dalla Riserva naturale del litorale romano, che hanno causato una moria di pesci, tra cui cefali, carpe, e uccelli come aironi, cormorani e cinerini.

FIUMICINO, L’OLEODOTTO SEQUESTRATO A ENI
Il sequestro però ci dice anche altro. «La notizia del sequestro dell’oleodotto da cui è fuoriuscita una quantità non ancora certificata di cherosene – critica il presidente del comitato Rifiuti Zero Fiumicino, Carla Petrianni- conferma che l’impianto non è sicuro. Il danno, incalcolabile, ormai è fatto e non sappiamo quante altre volte si siano verificati incidenti. Gli altricomuni devono essere più presenti e affiancarci in questa battaglia».Wwfe Lipu Birdlife non mollano la presa. «Rimarremo sempre vigili sugli sviluppi – ricorda il responsabile dell’Oasi Wwf di Fregene e Maccarese,Riccardo Di Giuseppe -monitorando scrupolosamente il piano di bonifica dell’area colpita dallo sversamento di cherosene». L’Eni ha annunciato che si costituirà parte civile nei confronti dei ladri di cherosene: iniziativa giusta, ma che rischia di essere velleitaria visto che non ci si aspetta certo che chi ha rubato il carburante sia in grado di pagare decine di milioni di danni ambientali prodotti. In seguito al «significativo incremento di episodi di effrazione e sottrazione fraudolenta di prodotto» – spiega una nota della società – ha anche deciso di accelerare «l’implementazione dell’innovativo sistema di controllo vibro-acustico (eVPMS), recentemente testato sull’oleodotto Gaeta-Pomezia e in corso di installazione su tuttala rete nazionale carburanti Eni». Il sistema permette di rilevare in tempo reale la presenza di perdite dall’oleodotto, localizzandone con precisione il punto. Ecco, visto che il giudice ha detto chiaramente che è l’azienda a dover installare adeguati sistemi di controllo, sarebbe il caso di sbrigarsi.