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La ragazza finlandese violentata e le altre due donne aggredite a Roma

All’alba di sabato una studentessa finlandese di 21 anni è stata violentata. Ad avvicinarla e poi attaccarla è stato un cittadino bengalese, da tre anni a Roma con un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Nelle stesse ore ci sono due episodi di cronaca similare. Una turista americana di 25 anni, appena arrivata a Roma, è stata salvata da un passante mentre un cittadino ivoriano cercava di spogliarla nel parco di Colle Oppio in pieno giorno.

Le tre ragazze aggredite a Roma

Un’altra donna è stata trovata dal buttafuori di un locale di San Lorenzo, quartiere tra la stazione Termini e l’università La Sapienza, completamente fuori di sé. Racconta oggi Giuseppe Scarpa su Repubblica che la donna “era sotto l’effetto di droga. Ma la ragazza in ospedale ha giurato di non aver assunto nessun tipo di sostanza. Eppure i medici le hanno trovato tracce di ketamina nelle urine. Al pronto soccorso i camici bianchi hanno anche riscontrato i segni di un rapporto. Di quella serata, trascorsa da sola, la giovane però non ricorda niente. Sarebbe stata drogata a sua insaputa. Forse le hanno versato qualcosa dentro a un cocktail”.

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Le violenze sessuali in Europa (La Repubblica 12 settembre 2017)

Nella testimonianza alla polizia la ragazza finlandese ha raccontato la sua versione dei fatti:

Una violenza che inizia con un approccio: «O mi dai un bacio oppure io non ti accompagno da nessuna parte». Una frase buttata così all’improvviso mentre i due camminavano uno affianco all’altra. «Io non ti bacio e dove è la macchina?», ha chiesto la 21enne insospettita. A questo punto il bengalese l’ha aggredita. L’ha scaraventata su un’auto posteggiata. «Vattene, vattene», ha strillato disperata lei. «Ha raccolto un sampietrino e mi ha minacciata. Poi mi ha detto: “Mi devi seguire”».
La ragazza è terrorizzata e non dice nulla. Fa solo quello che le ordina l’uomo, cameriere 22enne, che lavora in un locale distante un chilometro dalla zona in cui si trovano. «Mi ha messo una mano sulla bocca. Non potevo più urlare. Lui mi toccava e io ho cercato di reagire. Speravo che qualcuno si accorgesse di me». Una donna sente le grida, si affaccia dalla finestra e strilla: «Lasciala stare». Niente, lui continua. «Chiamo la polizia», a questo punto il bengalese sì sposta solo di qualche decina di metri. (La Repubblica, 12 settembre 2017)

La testimonianza della ragazza finlandese

La donna alla finestra ha chiamato il 112 ma nel frattempo l’uomo si è dileguato con la ragazza. Poi lei racconta: “Di quello che accade dopo la ragazza ha un ricordo confuso. Lui la picchia. Le rifila diversi schiaffi, la colpisce più volte al petto col sampietrino. Lei è completamente in balia del bengalese e agli investigatori spiega: «Io non sapevo più cosa fare. Ero terrorizzata». Lui invece ha le idee chiare. Dopo averla stuprata pretende perfino il portafoglio. «Devi darmelo subito». La 21enne non vuole consegnarglielo perché dentro ci sono i documenti. «Ti do i soldi», lui accetta e scappa con 40 euro in tasca mentre lei, libera dal suo carnefice, scoppia in lacrime, si rialza e barcollante si dirige verso il locale dove aveva iniziato la serata con un’amica”.
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Le telecamere della zona hanno ritratto l’uomo in compagnia della ragazza. E la polizia ha trovato in casa gli abiti che la ragazza aveva descritto. Oggi il GIP decide sulla convalida del fermo.