Attualità

Finimondo.org: il sito anarchico che festeggia per la bomba di Firenze

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Nelle prime ore del mattino di Capodanno un artificiere della Polizia, il sovrintendente Mario Vece, è rimasto gravemente ferito dallo scoppio di un ordigno esplosivo piazzato nella serranda della libreria Il Bargello di Firenze, un negozio ritenuto vicino agli ambienti di Casa Pound. Proprio il 1 gennaio 2017 è comparso un post sul sito di area anarchica Finimondo.org dove l’autore plaudeva all’esplosione dell’ordigno.
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Il tempo passa ma la memoria resta

Mentre gli inquirenti stanno indagando sulla pista anarchica (la costruzione dell’ordigno è simile ad altri già ritrovati in tempi recenti) su Finimondo si “festeggia” per la riuscita dell’attentato di Capodanno a Firenze. Con un certo lugubre sarcasmo infatti la bomba viene paragonata ad uno dei classici fuochi d’artificio che vengono fatti esplodere per festeggiare l’arrivo dell’Anno Nuovo.

A Firenze, ad esempio, c’è chi ha pensato di salutare il 2017 lasciando davanti alla libreria Il Bargello, legata ai fascisti del terzo millennio di Casa Pound, un pacco regalo. Si trattava di un… un… potente botto di capodanno? Non stiamo a sottilizzare, ci siamo capiti. Una pattuglia della Digos, i soliti guastafeste, lo ha notato ed ha avvertito la Questura che ha mandato sul posto i suoi esperti per disinnescarlo.

Il ferimento dell’agente di Polizia – che nel tentativo di disinnescare la bomba ha perso un occhio e una mano – viene descritto invece come “il primo incidente sul lavoro del 2017 nel capoluogo toscano“. Ma non si tratta di dispiacere perché poco sotto si fa riferimento ai “festaioli” (ovvero a chi ha posizionato l’ordigno) e a coloro che se la ridono pensando di aver preso i proverbiali due piccioni con una fava.

Così ora, mentre i camerati di Gianluca Casseri (l’assassino degli ambulanti senegalesi, uccisi a Firenze nel dicembre 2011) devono prendere atto che il tempo passa ma la memoria resta, e gli inquirenti hanno aperto la caccia agli originali festaioli, c’è qualcuno in giro che magari se la starà ridendo, incredulo di aver preso i classici due piccioni – la reazione e l’autorità – con una fava.

Insomma anche se non intenzionale il ferimento del sovrintendente Vece è salutata come una piacevole notizia, un regalo inatteso. Per quanto riguarda Casa Pound invece l’autore ricorda ai fascisti del terzo millennio come il gesto sia da ricondurre ad una sorta di vendetta per i due omicidi compiuti da Gianluca Casseri, il simpatizzante di Casa Pound che nel 2011 uccise due ambulanti senegalesi e poi si suicidò una volta circondato dalla Polizia. Tace invece per il momento un altro noto sito dell’area anarchica, ovvero Informa-azione.info che riporta solo uno scarno comunicato stampa sui fatti di Firenze.
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Finimondo non è nuovo a rivendicazioni di atti terroristici compiuti da anarchici: il 27 novembre 2016 su Finimondo era stato pubblicato un messaggio a sostegno dell’attentato incendiario alla stazione dei Carabinieri di Corticella (avvenuto proprio il 27) dal titolo “usi a reprimer terrorizzando” nel quale si faceva riferimento anche all’attacco di Nassiriya, perpetrato proprio contro una base dell’Arma in Iraq:

I politici potranno anche chiamarlo «atto vile» — da non confondere con l’atto coraggioso di massacrare persone inermi godendo dell’impunità di Stato — ma che volete farci? Ci sarà sempre chi non si rassegna davanti alle minacce, all’arroganza e alle violenze dell’Arma tanto orgogliosa di reprimer terrorizzando. Non importa chi (sovversivi o teste calde), non importa dove (anni fa a Nassiriya, mesi fa a Firenze, la scorsa notte a Bologna,…).
In altre occasioni Finimondo aveva applaudito all’esplosione di un ordigno davanti alla sede della Scuola di polizia giudiziaria, amministrativa e investigativa di Borgo Trento, a Brescia. Più che una centrale di rivendicazioni il sito sembra raccogliere il presto – tra le altre cose – per gioire di ogni attacco contro le odiatissime forze della reazione. Leggendo i vari comunicati (sul Tav, sulla lotta in Valsusa, sulla guerra al terrorismo) l’autore o gli autori del sito sembrano voler coltivare la posa alternativa della contestazione – sempre e comunque – allo status quo e alle opinioni della maggioranza. E poco male se qualcuno ci rimette una mano, un occhio oppure qualcosa di più.