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Che fine ha fatto l'intervista di Roberta D'Alessandro a Piazza Pulita?

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Ieri a Piazza Pulita di Corrado Formigli si è parlato di giovani e lavoro, quindi di disoccupazione giovanile. E la puntata è stata introdotta da una delle persone più qualificate per parlare di precariato e delle misure per fronteggiare questo problema sociale: Rocco Hunt. Si è parlato non senza una certa retorica sui cervelli in fuga di Giulio Regeni, il ricercatore italiano barbaramente ucciso in Egitto. Si sarebbe anche dovuto parlare di Roberta D’Alessandro la ricercatrice che con la sua risposta al Ministro Stefania Giannini ha creato un piccolo caso a proposito del finanziamenti alla ricerca.

ROBERTA D'ALESSANDRO
Lo status di Roberta D’Alessandro su Facebook

Piazza Pulita non capisce il problema della ricerca in Italia

La tesi è che parlare di cervelli in fuga senza spiegare il motivo per cui se ne vanno, ad esempio il fatto che in Italia oggi si investa poco sui giovani ricercatori, finisce per essere un discorso vuoto; anche Regeni studiava e lavorava a Cambridge. Succede però che l’intervista che la D’Alessandro aveva registrato per Piazza Pulita di ieri sera non sia stata messa in onda. O meglio, è stata messa in onda con molti tagli che a detta della diretta interessata hanno completamente stravolto il senso delle sue dichiarazioni. Lo scrive la D’Alessandro in un post su Facebook dove deplora come le sue parole siano state utilizzate da chi ha montato e messo in onda il servizio lo abbia fatto con lo scopo di “creare la rabbia a tavolino“. Dall’intervista andata in onda ieri sera sembra quasi che la D’Alessandro serbi rancore nei confronti dell’Italia e che anzi voglia remare contro la ricerca italiana. Ma le cose non stanno così.

Ovviamente le ORE passate a spiegare quanto è importante finanziare la ricerca, quanto è importante investire sui giovani ricercatori, quanto è stata importante la mia formazione italiana, quanto straordinari sono stati i ricercatori in Italia che hanno ottenuto l’ERC partendo da posizioni svantaggiate, insomma: qualunque cosa che potesse risultare lontanamente in favore dell’Italia è stata tagliata. Perché bisognava creare la rabbia a tavolino.
Mi hanno fatto perdere tempo e fatica e hanno fatto quello che hanno giurato che non avrebbero mai fatto: mi hanno dipinta come una persona che urla e inveisce contro il proprio Paese e “spara a zero”, per citare le parole di una mia esimia collega, su tutti, senza fare distinzioni. Cosa che, per quanto sia banale dirlo, ovviamente non ho fatto.
Per dire: ho sorriso sempre; sono riusciti a trovare 3 secondi in cui ero seria. Mah.
Continuo a raccomandare a tutti di leggere l’intervista di Marco Viola, che è stato finora davvero l’unico a non “ricamare” su quello che ho detto. O, in alternativa, guardare i video dell’Aria che tira o di Sky News 24, dove ho parlato in DIRETTA.
Sono davvero delusa. Questi sono i giornalisti che dicono di voler documentare la realtà. Gli onesti.
Buona notte a tutti.

Secondo Roberta D’Alessandro il problema non sono i tagli in sé, è ovvio che dei tagli ci debbano essere per motivi tecnici e di cronaca. Ma il senso delle parole non può essere travisato e manipolato a piacimento per far dire a qualcuno qualcosa che non ha detto. E nella fattispecie Roberta non ci sta a passare per quella che “spara a zero” contro il proprio Paese. Cosa che effettivamente appare abbastanza evidente invece dal servizio mandato in onda ieri sera. Le cose non sono andate meglio a Federico Gobbo ricercatore di Amsterdam, anche lui intervistato da Piazza Pulita nei giorni scorsi ma la sua intervista non è nemmeno stata messa in onda. Anche lui lo ha fatto presente in un lungo post su Facebook, dove spiega che il problema è dovuto all’impostazione della puntata, più attenta al tema delle pensioni (del resto il titolo di ieri sera era “Strategia della pensione“) che alla mancanza di fondi per poter fare ricerca nel nostro Paese.
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Se l’intento della puntata di ieri sera era quello di dire che l’Italia non è un paese per giovani – Formigli lo ha ribadito a più riprese – la puntata di ieri di Piazza Pulita ha centrato benissimo l’obiettivo. Peccato però che al di là dell’autocommiserazione di rito per la nostra situazione non si siano date spiegazioni concrete del motivo per cui siamo messi così. Peccato che il tema della ricerca e della mancanza di finanziamenti sia stato strumentalizzato per dire tutt’altro, per far montare l’insofferenza nei confronti dell’ennesima incurabile deficienza del sistema paese. E naturalmente in mancanza di spiegazioni è anche difficile avanzare delle proposte per correggere la situazione. Per essere una fotografia dello stato della ricerca nel nostro paese la puntata di ieri del programma di Formigli è apparsa davvero fuori fuoco e ricca di luoghi comuni del paesaggio universitario italiano. Se si pensa che Piazza Pulita un programma di approfondimento e di inchiesta viene da dire che ieri se n’è visto davvero poco, sia dell’uno che dell’altra.