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Filippo Caracciolo: il candidato PD indagato per corruzione

filippo caracciolo

L’assessore regionale pugliese all’Ambiente, Filippo Caracciolo, candidato del Pd alla Camera in un collegio uninominale, è indagato per corruzione e turbativa d’asta nell’ambito di una indagine della Procura di Bari su una gara d’appalto per 5,8 milioni di euro per la costruzione di una scuola media a Corato.

Filippo Caracciolo: il candidato PD indagato per corruzione

L’indagine, nell’ambito della quale la guardia di finanza ha compiuto perquisizioni nell’ufficio e nell’abitazione di Caracciolo, è un filone dell’inchiesta sull’Arca Puglia che il 5 dicembre scorso ha portato, tra l’altro, all’arresto dell’imprenditore Massimo Manchisi, titolare dell’impresa che sarebbe stata favorita dall’intervento di Caracciolo. La notizia è riportata da alcuni quotidiani. Secondo l’ipotesi d’accusa, Caracciolo avrebbe indotto il presidente della commissione aggiudicatrice della gara, Donato Lamacchia, a favorire l’impresa di Manchisi, ottenendo da quest’ultimo la promessa di appoggio per le prossime elezioni.

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L’inchiesta sugli appalti di Arca Puglia ha messo sotto accusa il direttore generale Sabino Lupelli, arrestato in un’inchiesta per corruzione assieme a due imprenditori (Antonio Lecce e Massimo Manchisi), al suo avvocato (Fabio Mesto) e ad una cancelliera della Procura di Bari (Teresa Antonicelli). Ad un altro imprenditore (Dante Mazzitelli) è stata notificata la misura interdittiva del divieto di esercitare per un anno attività imprenditoriali.

L’inchiesta su Arca Puglia

Lupelli, Mazzitelli, Lecce e Manchisi sono accusati di corruzione; Lupelli, Mesto e Antonicelli di corruzione, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico della Procura. Secondo l’accusa, Lupelli avrebbe ricevuto un orologio da polso da 20mila euro da Mazzitelli, amministratore di fatto della «Orfeo Mazzitelli srl», aggiudicataria di un appalto di Arca Puglia per costruire 42 alloggi popolari a Bari-Carbonara. A Caracciolo la Gdf è giunta nell’ambito delle indagini su Arca Puglia che nel 5 dicembre scorso ha portato all’arresto di Lupelli, degli imprenditori Antonio Lecce e Massimo Manchisi, della cancelliera della Procura di Bari Teresa Antonicelli e dell’avvocato Fabio Mesto, e all’interdizione dell’imprenditore, Dante Mazzitelli. Per Lecce e Antonicelli, pochi giorni dopo l’arresto, la detenzione domiciliari è stata sostituita con l’interdizione. Stando alle indagini della Guardia di Finanza, coordinate dal pm Savina Toscani, gli imprenditori avrebbero corrotto l’allora dg con denaro, buoni benzina e altre utilità in cambio di pratiche favorevoli. Quando Lupelli seppe dell’indagine a suo carico, avrebbe poi tentato di ottenere informazioni, tramite il suo legale, l’avv.Mesto, dalla cancelliera Antonicelli promettendole in cambio una casa popolare più grande.