Cultura e scienze

Ma chi se ne frega se il volo dell’Aquila di Fedez a Venezia è “una carnevalata”

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Il Carnevale di Venezia è una bestia strana. Per storia e per tradizione è una festa popolare, nel senso più autentico del termine. Da quando è stato inventato il Carnevale moderno però la festa è anche un’attrazione turistica. A qualcuno non piace, a molti in questi quasi quarant’anni invece ha fatto comodo per rilanciare l’immagine di Venezia. L’unico dato quasi oggettivo è che non c’è nulla di sacro nel Carnevale, perché per definizione è una festa dissacrante. Per questo motivo si può accusare il Carnevale di essere in alcune sue declinazioni kitsch o addirittura trash ma è davvero difficile dire – come fanno alcuni – che il volo di Fedez snatura il senso del Carnevale veneziano.

Fedez e il “volo dell’Aquila” al Carnevale di Venezia

I fatti, per come si conoscono sono questi: corre voce, si dice che il rapper e marito di Chiara Ferragni domenica si lancerà dal Campanile di San Marco (tranquilli, sarà ben legato ad una fune di sicurezza) per il “tradizionale” Volo dell’Aquila. Tradizionale tra virgolette perché il volo dell’Aquila è un evento che è stato introdotto nel 2012. Tradizionalmente fino al 2001 il Carnevale aveva un solo volo, quello della Colombina, che era un uccello meccanico che veniva fatto volare dal campanile verso Palazzo Ducale. Dal 2001 all’interno di quel continuo processo di re-invenzione e riscoperta della tradizione è stato introdotto il Volo dell’Angelo, con una persona in carne ed ossa, generalmente di sesso femminile.Ed oggi è proprio l’inventore del volo dell’Angelo – il regista teatrale Alessandro Bressanello – parla del volo di Fedez come di un evento che snatura l’essenza del Carnevale: «Ci sta tutto, ma se andiamo avanti così si perdono i connotati originali. Adesso volano tutti, come a Disneyland, quando si annuncia che alle 17 ci sarà lo spettacolo tale, seguito da un altro».

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Cosa c’entra Fedez – che è di Milano – con la città lagunare? Eppure già nel 2008 su Piazza San Marco volò il rapper americano Coolio, che non risulta abbia ascendenze veneziane. Sulla vicenda c’è anche un mistero. Il sito ufficiale del Carnevale di Venezia scrive, anzi rimarca, che dal 2001 al 2008 il direttore artistico del “volo” fu proprio Bressanello quando scrive «dal 2001 al 2008 quando sempre sotto la direzione di Bressanello a scendere come Angelo fu il rapper Coolio». L’attore e regista invece al Gazzettino dà una differente versione dei fatti: «L’ultimo mio angelo fu Federica Pellegrini [nel 2007 Ndr], sceglievo donne angeli, con un certo stile, ma dopo di me al Carnevale arrivò Marco Balich, che fece volare un altro rapper».

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Fedez? Not in my name (cit.)

I voli delle “aquile” sono diversi, pur essendoci una netta predominanza femminile nel 2016 è stata la volta di Saturnino (storico bassista di Jovanotti) e l’anno scorso è toccato al patron della Diesel Renzo Rosso. Non è nemmeno indispensabile essere veneziani: Rosso è vicentino, Saturnino di Ascoli Piceno e anche le altre “aquile” non erano venete. Insomma non c’è nessuna “tradizione” – vera o inventata – cui appellarsi per impedire a Fedez di volare. Tanto più che il rapper di Buccinasco non sarà l’aquila ufficiale – è l’olimpionica Arianna Fontana – ma un uccello di contorno per un volo “minore” ma sicuramente attesissimo.

Perché il volo di Fedez non farà diventare Venezia come Disneyland

Chi si lamenta che il volo di Fedez farà diventare Venezia come Disneyland non si accorge che Venezia lo è già. Si parla di Disneyland perché se si parlasse di carnevalata per ovvie ragioni salterebbe il banco. Eppure cosa c’è di sbagliato in una carnevalata proprio a Carnevale? Tutte le polemiche sulla tassa d’ingresso nella città storica, varata dopo decenni di discussioni sui turisti “mordi e fuggi” (che però hanno fatto la fortuna di molti) dimostrano che il processo si è portato a compimento da tempo e che solo ora la politica ne ha preso atto cercando di metterci un freno.

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Sulla presenza di Fedez per altro ci sono solo indiscrezioni. Non si sa a che ora volerà. Il mistero viene mantenuto un po’ perché deve essere una sorpresa, un po’ per evitare l’assalto. Come se la presenza del rapper potesse in qualche modo causare più problemi di ordine pubblico di quelli che ci sono già durante il Carnevale. La capienza di Piazza San Marco è fissata in 23mila persone, e già con il volo dell’Angelo di domenica 24 febbraio in molti sono rimasti fuori “dirottati” in giro per le calli da un efficiente servizio d’ordine. Che polemica resta? Come sempre quando si tratta di Fedez e di Chiara Ferragni quella dei costi.

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Fedez sulle ali dell’aereo brandizzato per il suo tour [Via https://twitter.com/Fedez/status/1087010346257268736]
Un discorso già sentito per un altro volo: quello Alitalia brandizzato Ferragnez in occasione del matrimonio che non tiene naturalmente conto del fatto che i due coniugi sono in grado di fare meglio di qualsiasi agenzia pubblicitaria. L’operazione “volo di Fedez” è necessaria per far parlare del Carnevale di Venezia? Probabilmente no. Ma serve ad un altro scopo: far parlare di un altro evento: la candidatura di Milano e Cortina alle Olimpiadi invernali del 2026. Una promozione questa che non costerà un euro di soldi pubblici.

Foto copertina via Twitter.com

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