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Fedez replica sui versi omofobi: "Errori dovuti all'ignoranza di dieci anni fa. I politici quando si scusano?"

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rai vuole fare causa a fedez

Torna a parlare Fedez. L’uomo del momento, l’artista che sabato sera è salito sul palco del Concertone del Primo maggio dando vita a un monologo in difesa del Ddl Zan e contro la Lega che ha spaccato letteralmente l’opinione pubblica, oltre a migliaia di apprezzamenti e condivisioni, ha anche ricevuto diverse critiche dall’area sovranista, che non gli ha perdonato in particolare i versi di alcune sue canzoni del passato dal sapore omofobo. In molti glielo hanno fatto notare, al punto che il diretto interessato è stato costretto a rispondere. E lo ha fatto alla sua maniera, senza sfuggire alle critiche, ma, anzi, assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità.

“Amici leghisti, ho peccato anche io. Da giovane ho sicuramente detto delle cose omofobe” ha detto in una delle sue stories su Instagram. Il riferimento è al brano “Tutto il contrario”, scritto 10 anni fa, in cui figura un verso particolarmente pesante nei confronti di un collega che aveva avuto il coraggio di fare coming out, dopo un lungo travaglio personale.

“Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing, ora so che ha mangiato più wurstel che crauti”

Oggi Fedez lo commenta così:

“Mi fa strano dover rendere conto di una canzone che ho scritto dieci anni fa, a 19 anni si è delle persone completamente diverse e ci si esprime con termini e toni completamente diversi. Certe cose oggi non le rifarei uguali. Non c’è mai stata nel quartiere in cui sono cresciuto educazione in tal senso, ma poi ho cercato di migliorarmi. Ho sbagliato per cose dettate dall’ignoranza; ho fatto un testo recentemente che è stato giudicato transfobico (“Le feste di Pablo”), ma non era voluto: ho invitato una ragazza trans al mio podcast, abbiamo affrontato il tema e ho imparato un sacco di cose perché non mi voglio dare preclusioni”. Fatte le dovute scuse e precisazioni, riparte all’attacco della Lega: “E volete andare a rimestare nel mio passato proprio voi, quando il vostro leader qualche tempo fa fece un video in cui cantava ‘Napoli m…, Napoli colera, sei la vergogna dell’Italia intera’? E oggi va a Napoli a chiedere i voti ai napoletani…”.

Un mea culpa in piena regola, che tuttavia non ha impedito a Fedez di puntualizzare alcuni aspetti cruciali: primo tra tutti, il benaltrismo, ovvero quella tendenza in voga sui social secondo la quale uno, prima di poter parlare di un dato argomento, dovrebbe prima esprimersi su decine di altri argomenti che l’interlocutore giudica, a suo insindacabile giudizio, più importanti e urgenti di quelli trattati. Una critica a cui Fedez ha dato una risposta definitiva, replicando a un giornalista che gli chiedeva di esprimersi sulle parole di Grillo sul figlio:

“Grillo ha detto cose terribili ed aberranti, non esiste giustificazione. Ma esiste una lista di temi a cui devo dare una risposta prima di esprimere una mia opinione. Mi spieghi, ora che le ho chiarito il punto su Grillo ho ottenuto il permesso di parlare di altro? Funziona così?” ha scritto su Twitter.


Infine non poteva mancare una stoccata a Salvini.

“Mi chiedo una cosa: un uomo politico che non riesce a sollevare interesse su battaglie che gli stanno a cuore al punto da dover chiedere ad un povero ignorante come me, sta forse sbagliando qualcosa?”.