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Fedez batte il Codacons: archiviata una denuncia per diffamazione

La denuncia era stata presentata dall’associazione dei consumatori dopo che il rapper aveva espresso perplessità sul Codacons. Il Giudice ha giudicato legittimi quei pensieri

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“Ma poi me ne restano mille”. Canticchiando il ritornello del suo ultimo successo musicale (quello con Achille Lauro e Orietta Berti), Fedez ha celebrato su Instagram la decisione del Gip della Procura di Milano che ha archiviato una (delle tante) denunce per diffamazioni presentate dal Codacons nei suoi confronti. Il tema era quello delle raccolte fondi sul Coronavirus e le parole del rapper che aveva commentato – in risposta al primo (dei tanti) esposti presentati contro di lui – i banner pubblicitari presenti sul sito dell’associazione. Nella querelle Fedez-Codacons, dunque, il rapper mette a segno un punto.

Fedez-Codacons 1-0: archiviata una denuncia per diffamazione

Il gip di Milano, Roberto Crepaldi, ha accolto le richieste del pm che già lo scorso dicembre aveva chiesto l’archiviazione per un caso inesistente. Secondo il giudice, infatti, quelle di Fedez sul Codacons (condivise sulle Ig Stories del rapper) erano legittime “opinioni basate su fatti veri e comunicate in modo continente e rispondenti all’interesse pubblico”. Dove si connota la legittimità di quel pensiero? Secondo il magistrato, le perplessità espresse da Fedez sulla raccolta fondi del Codacons si fondano “sull’obiettiva ambiguità del banner” pubblicati sul sito dell’associazione e con cui si è “inteso pubblicizzare la campagna di raccolta fondi contro il Coronavirus”.

Cosa aveva detto Fedez?

Nelle sue Instagram Stories, Fedez (era il mese di marzo, pochi giorni dopo l’inizio della pandemia) aveva commentato così quanto riscontrato sul portale del Codacons: “Sul loro sito ufficiale avviano una campagna per supportare il Codacons contro il coronavirus quindi io penso, immagino che se vado a donare qui sto aiutando qualcosa che riguardi il coronavirus: ospedali, ricerca.. invece ci clicco sopra e scopro che in realtà ci hanno fatto un banner clickbait sul coronavirus, dove in realtà vado a donare i soldi direttamente al Codacons, che non si occupa di Coronavirus”. Parole che, secondo l’associazione dei consumatori, erano “lesive della sua immagine e della sua onorabilità”. Il tutto nei giorni caldi della denuncia per la campagna di crowdfounding avviata dal rapper e da sua moglie.

(foto: da Instagram)