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Federica Epis: la consigliera condannata per un post razzista

La leghista eletta a Brescia se la prendeva con cooperative e “clandestini”. Dovrà pagare 8500 euro

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Federica Epis è consigliera regionale in Lombardia grazie alle 3415 preferenze che hanno ritenuto di darle a Brescia. Luigi Ferrarella racconta che la popolarità della consigliera è dovuta anche a post come quello in cui se la prendeva con una serie di cooperative per i migranti:

«Questo è l’elenco di cooperative e operatori che con la faccetta misericordiosa di chi fa la beneficenza stanno invece lucrando sul traffico di clandestini». Su ricorso di due coop, ora la I Corte d’Appello civile di Brescia dichiara il «carattere discriminatorio e/o molesto» del post in base alla norma del 2003 antidiscriminazione che qualifica molestia razziale il «comportamento indesiderato posto in essere per motivi di razza o origine etnica, avente lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una persona e di creare un clima intimidatorio o ostile».

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Il post della leghista (condannata a pagare 2.000 euro a testa alle due associazioni patrocinate da Marta Lavanna e Alberto Guariso di Asgi, più 6.500 euro tra spese legali e lite temeraria) era «certo idoneo» (laddove evocava il lucro) «a creare un “clima intimidatorio” e “ostile”nei confronti delle associazioni che può avere senz’altro ripercussioni dirette sui servizi resi ai richiedenti asilo». E chiamarli clandestini «significa insinuare siano in posizione di illegalità, con“l’effetto di violare la dignità” di questa categoria di individui».

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