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Fayçal Cheffou è l'uomo con il cappello di Zaventem?

Fayçal Cheffou cappello di Zaventem

Fayçal Cheffou è l’uomo con il cappello di Zaventem? Le indagini in corso sugli attentati di Bruxelles, costati la vita martedì scorso a 31 persone, hanno portato nella notte all’arresto di sette persone nella capitale belga e a Jette. Tre dei sospetti sono stati arrestati mentre erano a bordo di un’auto ‘di fronte alla sede della Procura federale belga’, ha riferito un portavoce; altri due sono stati fermati nel corso di una perquisizione a Bruxelles, un sesto in un blitz nel quartiere di Forest e l’ultimo a Jette.

Fayçal Cheffou è l’uomo con il cappello di Zaventem?

Un blitz è stato eseguito anche e Schaerbeek, senza però che vi siano stati arresti. Tra gli arrestati, secondo Le Soir e altri media belgi, ci sarebbe Fayçal Cheffou,il presunto terrorista ricercato che appare nella foto dell’aeroporto di Zaventem con il cappello scuro e la giacca bianca. Intanto continua la caccia all’uomo per i due presunti terroristi non identificati ma che sono ricercati attivamente dopo gli attentati all’aeroporto di Zaventem e alla metropolitana di Bruxelles: attualmente infatti le uniche identificazioni ufficiali riguardano solo le tre persone che sono riuscite a far esplodere gli ordigni.  Fayçal Cheffou sarebbe un sedicente giornalista indipendente della Capitale, considerato un reclutatore: secondo “fonti sicure” citate da Le Soir, sarebbe il terzo attentatore di Zaventem, l’uomo fotografato con una giacca chiara e un cappello scuro accanto ai kamikaze. L’uomo rifiuta di collaborare ma per ora non è stato incriminato. Il tassista, che ha trasportato il commando terrorista all’aeroporto di Bruxelles, avrebbe riconosciuto il giornalista free lance, Faycal Cheffou, come l’uomo con il cappello. Il riconoscimento sarebbe avvenuto in un confronto visivo.
Fayçal Cheffou cappello di Zaventem 1
“Faycal Cheffou, un giornalista indipendente, e’ l’uomo con il cappello?”. L’interrogativo, in prima pagina sul sito, è del quotidiano belga ‘La Libre Belgique’, che posta anche un video del giornalista con una inchiesta sulle condizioni di alcuni musulmani, immigrati irregolari, fermati in Belgio durante il Ramadan. Cheffou  il 21 luglio 2014 aveva postato su YouTube un servizio in cui denunciava maltrattamenti sui migranti clandestini musulmani detenuti nel centro 127 bis in Belgio. In quel video, realizzato – secondo il titolo di testa – alle 1:46 del 15 luglio 2014 dall’esterno del centro a Steenokkerzeel (villaggio a pochi chilometri a est di Bruxelles, nei pressi di Zaventem) si sentivano le grida degli internati e Faysal spiegava che essi protestavano perché “privati del cibo”. Il giornalista spiegava che nel centro i pasti venivano serviti tre volte al giorno, l’ultima delle quali alle 19 troppo presto per i detenuti musulmani che – essendo nel regime di digiuno imposto dal Ramadan tra l’alba ed il tramonto – potevano mangiare solo dopo le 22, quando i pasti erano già stati ritirati. Nel video Cheffou denunciava una “violazione dei diritti umani”.

Gli arresti di ieri a Bruxelles

Cheffou era stato arrestato giovedì sera con altre due persone davanti alla sede della Procura; da mesi era nel mirino degli inquirenti perché si era presentato diverse volte al parco Maximilien di Bruxelles per cercare di reclutare alla causa dell’islam radicale rifugiati o immigrati clandestini che vi si trovavano. Né la Procura né la magistratura avevano tuttavia tenuto conto delle ripetute denunce contro di lui presentate dalle autorità municipali, che lo ritenevano “pericoloso” a causa del suo attivismo, e lo stesso comune era ricorso nel settembre del 2015 a una sanzione amministrativa che gli impediva di avvicinarsi al parco. Le forze dell’ordine, sotto pressione dopo le defaillance di cui sono state accusate, hanno messo in atto diverse operazioni. Una particolarmente impressionata ha avuto luogo nel primo pomeriggio a Schaerbeek, dove è stato ferito a una gamba e arrestato un uomo, sulla cui identità non v’è ancora alcuna certezza. Alcuni media belgi avevano diffuso la voce che si trattasse di uno dei maggiori ricercati del commando responsabile degli attacchi del 13 novembre in Francia, Mohamed Abrini, l’autista che accompagnò a Parigi Salah Abdeslam, ma in seguito la notizia è stata smentita dalla procura. Le circostanze dell’arresto sono state drammatico: immagini mostrano i poliziotti mentre allontanano dall’uomo un bambino. Alcuni testimoni – secondo Derniére Heure – hanno detto che l’uomo avrebbe preso in ostaggio una donna e un bambino. Un altro testimone ha sostenuto che l’uomo era assieme a una bambina. Quanto agli arresti della notte, tre dei sospetti sono stati fermati mentre erano a bordo di un’auto ‘di fronte alla sede della Procura federale belga’, ha riferito un portavoce; altri due sono stati acciuffati nel corso di una perquisizione a Bruxelles, un sesto in un blitz nel quartiere di Forest e l’ultimo a Jette. Un blitz è stato eseguito anche e Schaerbeek, senza però che vi siano stati arresti.