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#FacciamociSentire, la campagna per i sottotitoli in televisione

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Cosa fa la televisione pubblica per le persone sorde? Secondo Sara Giada Gerini, pallavolista della Nazionale sordi e promotrice della campagna #FacciamociSentire, poco o nulla. I programmi sottotitolati (quelli della famosa pagina 777 di Televideo) sono pochi rispetto alle ore di programmazione totali e quando ci sono non sono comprensibili (e a volte censurati) oppure sono significativamente ridotti rispetto al parlato. In poche parole i sottotitoli in televisione non rispecchiano quello che le persone normoudenti sentono realmente.

Pari opportunità di accesso alla comunicazione televisiva

Questo atteggiamento denota secondo Sara Giada Gerini una profonda mancanza di rispetto verso gli spettatori sordi. Solo perché sono sordi non significa ad esempio che non possano comprendere il testo scritto o che debbano subire tagli e censure. Sara, che è sorda dalla nascita, ha 36 anni ed è di Cagliari ha pensato quindi di girare un video con i sottotitoli per far capire anche ai normoudenti cosa significa guardare una trasmissione televisiva in questo modo. Perché le persone sorde di fatto non assistono alla stessa trasmissione televisiva che guardano i normodotati, ma ad una versione edulcorata, semplificata con molti tagli. Questo modo di gestire il servizio dei sottotitoli, che la RAI ha iniziato a trasmettere nel maggio 1986, secondo la Gerini è una forma di discriminazione molto grave perché limita le possibilità di accesso alla comunicazione, all’informazione e all’intrattenimento delle persone sorde.Il problema naturalmente non riguarda solo la RAI, perché anche le reti Mediaset hanno lo stesso problema, ma la RAI è un servizio pubblico e dovrebbe quindi rivolgersi a tutto il pubblico e non solo a chi ha orecchie per sentire; In Italia ci sono circa 877.000 persone che soffrono di problemi – più o meno gravi – legati all’udito e 92 mila sordomuti. In fondo se un normodotato può scegliere cosa guardare (e cosa non guardare) un non udente è costretto a dover guardare solo quei programmi che sono sottotitolati.

Vorrei che faceste l’avvocato del diavolo per noi
Vorrei che provaste a vivere un minuto o una mezz’ora da persona sorda.
Quando vi capita di accendere la tv, qualsiasi programma scegliate mettete la pagina del televideo 777.
Ditemi se a tutte le ore trovate i sottotitoli quindi se potete capire.
Ditemi se i sottotitoli sono corretti (sempre)quindi cosa capite.
Ditemi se trovate parole semplici e quindi se potete migliorare il vostro linguaggio.
Ditemi se notate che al posto delle “parolacce” musica e rumori compaiono i simboli.
Solo un normoudente vicino a voi può dirvi di queste”riduzioni”
Quando il sottotitolo c’è , e c’è episodicamente, è semplificato e ridotto. Anche questo è un modo per discriminarci e mortificarci. Non possiamo accedere ad una lingua “normale”
Per tutto questo vi chiedo con sofferenza ma con fermezza:
Aiutatemi a combattere questa battaglia.
Vi chiedo solamente di dare una mano a noi sordi vorremo vedere la tv come tutte le persone udenti.
Aiutateci a combattere per una giusta causa
Vi chiedo solamente di “provare”.
Se avete il piacere di condividere le mie interviste fatelo per noi sordi.
Vi ringrazio di cuore…

La campagna FacciamociSentire non è ancora diventata una petizione online, ma lo sarà presto a giudicare dal numero di adesioni e dal sostegno raccolto da Sara Giada Gerini sulla sua pagina Facebook. Ad esempio qualche tempo fa un’altra ragazza sorda Denise Miotello di Varese, ha scritto a Varese News per chiedere di pubblicare la sua protesta nei confronti della RAI: i non udenti pagano il Canone come tutti gli altri ma in cambio ricevono un servizio che è molto meno che dimezzato rispetto a normoudenti. In queste ultime settimane ci siamo tutti commossi ed esaltati per le epiche imprese sportive degli atleti paralimpici azzurri, da Beatrice “BeBe” Vio ad Alex Zanardi, la RAI è stata giustamente lodata per il servizio di copertura dell’evento.
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Ma la normalità della situazione, per le persone sorde, è che la considerazione che il servizio televisivo ha nei loro confronti è scarso e inadeguato. Sara Giada Gerini e con lei i tanti che hanno condiviso il suo appello in fondo  chiedono solo un servizio migliore, regolare, preciso che non tratti le persone sorde con condiscendenza escludendole ancora di più dalla comunicazione. Nextquotidiano ha contattato il Segretariato Sociale della RAI per chiedere di fornire una risposta a tutte le persone che seguendo l’esempio di Sara hanno deciso di farsi sentire.
EDIT: Il Segretariato Sociale ci fa sapere che

a)      la Rai sottotitola i programmi in  misura anche più ampia di quanto previsto nel Contratto di Servizio;
b)      siamo in contatto con le  Associazioni rappresentative per sempre migliorare il nostro servizio di sottotitolatura;
c)       attualmente sottotitoliamo circa il 75 % dei programmi in onda sulle tre Reti generaliste nella fascia oraria 6/24;
d)      la sintesi è inevitabile specie nelle sottotitolazione in diretta che per Rai è molto ampia rispetto alla media degli altri servizi pubblici europei che hanno una maggior quota di programmi preregistrati.