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Fabio Silvagni: arrestato il sindaco di Marino

Arrestato dai carabinieri Fabio Silvagni, sindaco di Marino, comune vicino Roma, insieme a un dipendente comunale e tre imprenditori ritenuti responsabili a vario titolo, secondo le accuse, dei reati di corruzione e peculato. Dalle prime ore del mattino cento carabinieri del Gruppo di Frascati stanno eseguendo in alcuni comuni dei Castelli Romani l’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Velletri, che ha disposto gli arresti domiciliari.
 
FABIO SILVAGNI: ARRESTATO IL SINDACO DI MARINO
Fabio Silvagni è stato consigliere comunale da 15 anni e ha ricoperto l’incarico di coordinatore del PDL. Alle elezioni comunali ha incassato il sostegno di tutta la coalizione dei Moderati. Le indagini iniziate nello scorso mese di giugno – dirette dal Procuratore della Repubblica di Velletri Francesco Prete – hanno, tra l’altro, riguardato la realizzazione di un punto vendita di una nota catena commerciale, del valore di circa 3 milioni di euro, per il quale il primo cittadino avrebbe rilasciato in modo illecito le necessarie autorizzazioni in cambio dell’assunzione di persone da lui indicate per garantirsi così un ritorno politico ed elettorale. Gli imprenditori, un 43enne e un 40enne, avrebbero assunto nell’esercizio commerciale una ventina di persone segnalate dal sindaco, garantendogli così un indubbio ritorno in termini di peso politico e elettorale. Le utilità non si sarebbero limitate ai posti di lavoro, ma avrebbero avuto ad oggetto somme di denaro sotto forma di sponsorizzazione di eventi organizzati dal Comune.  Contestualmente agli arresti, e’ stato posto sotto sequestro un immobile a Marino sede dell’attivita’ commerciale con annesso parco giochi, del valore complessivo di circa tre milioni di euro. Dagli accertamenti condotti dall’Autorità giudiziaria con l’ausilio dei periti, il locale non e’ risultato conforme al piano regolatore generale del Comune di Marino. Il primo cittadino della cittadina dei Castelli Romani, è stato anche ritenuto responsabile di un ulteriore episodio di corruzione in relazione ad un mandato di pagamento emesso dal Comune di Marino per lavori appaltati dall’amministrazione ed effettuati da un’impresa edile locale. È stato possibile ricostruire il personale interessamento del sindaco per l’emissione da parte dei suoi uffici di un mandato di pagamento di una somma di 100.000 euro in favore di un imprenditore di 73 anni, per lavori affidatigli dal Comune. In questo caso il sindaco avrebbe personalmente beneficiato di una somma di denaro pari al 3% di quella liquidata all’imprenditore, suddivisa con il dipendente comunale, suo complice.
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GLI APPALTI A MARINO
Su tale fronte sono in corso accertamenti su lavori pubblici già eseguiti, finalizzati a verificare la regolarità delle relative procedure di appalto ed eventualmente se queste venissero in qualche modo ‘pilotate’ in favore di imprenditori amici. Sempre al sindaco viene contestata dalla Procura l’induzione indebita a corrispondere utilita’ a pubblico ufficiale sollecitando i vari imprenditori locali interessati a ottenere permessi di costruire, a versare all’amministrazione comunale la somma di 1200 euro da utilizzare per finanziare le iniziative del Comune, in particolare feste e sagre, prospettando loro il diniego dei permessi in caso di mancata adesione alla richiesta. Anche in questo caso lo scopo del sindaco, come emergente dalle indagini, sarebbe quello di accrescere il proprio consenso elettorale. Al sindaco viene infine contestato il reato di peculato poiché accusato di essersi, in piu’ occasioni, appropriato per usi personali e con la complicità  di alcuni dipendenti di una società del Comune di Marino, di carburante per la sua autovettura personale. A carico di alcune società riconducibili all’imprenditore, con sede in Roma e nei Castelli Romani, sono state disposte perquisizioni effettuate con l’ausilio del 1^ gruppo di Roma della guardia di finanza, per verificare eventuali irregolarità nella loro gestione contabile e fiscale. Su tale fronte sono attualmente al vaglio degli inquirenti le recenti aperture, operate da una di queste societa’, di ulteriori punti vendita della stessa catena di ristorazione, in altre aree del territorio nazionale, per verificare se anche in quei casi siano state poste in essere condotte illecite. Numerose le perquisizioni eseguite dal personale operante – presso le abitazioni degli arrestati, di alcuni stretti collaboratori e dell’ufficio del sindaco di Marino – che hanno interessato anche i comuni di Roma, Ariccia e San Vito Romano, richiedendo l’impiego di oltre cento militari. Al vaglio dell’Autorità Giudiziaria ci sono ora le posizioni di altre persone che, a vario titolo, avrebbero favorito gli arrestati nelle loro condotte illecite.