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I genitori che curano la meningite «con rimedi naturali»

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Il tema del giorno è bad parenting, ovvero quelle volte che un genitore si è comportato in modo stupido o incosciente in presenza dei figli. Sono due storie che arrivano da quel continente meraviglioso che è l’America. La prima è la vicenda di Ezekiel Stephan, morto a 19 mesi perché i genitori non hanno voluto che venisse curata la meningite, la seconda è quella di Jamie Gilt, la mamma tutta pistole e fucili che è stata colpita alle spalle da un colpo partito accidentalmente da un’arma tenuta dal figlio, un bambino di quattro anni.

I genitori che cercano le cure su Internet e si rivolgono ai naturopati

Ezekiel era un bambino canadese figlio di David e Collet Stephan una coppia di trentenni residente nello stato dell’Alberta. Il bambino è morto nel 2012 dopo aver contratto la meningite, malattia terribile ma non mortale se diagnosticata in tempo. Ed è proprio per questo che i coniugi Stephan sono sotto processo, secondo l’accusa infatti i due genitori non si sarebbero adoperati per fornire tempestivamente le cure mediche necessarie al figlio e si sarebbero recati al pronto soccorso solo quando Ezekiel aveva smesso di respirare ed era ormai troppo tardi per salvargli la vita. Non è però una storia di abusi e di incuria, a precisarlo lo stesso procuratore Clayton Giles che in aula ha detto: “non sto dicendo che lo hanno ucciso, che lo hanno maltrattato o ignorato. Senza dubbi gli volevano bene. Solo che non hanno deciso di portarlo da un dottore fino a che non è davvero troppo tardi“. Ma come mai la coppia (che oggi ha tre figli) non ha pensato di rivolgersi ad un medico? Perché, come ha spiegato la madre durante il processo, dopo aver cercato online i sintomi che il figlio presentava da un paio di settimane si era convinta che Ezekiel soffrisse di laringotracheobronchite (o croup) un’infezione dell’apparato respiratorio. Dopo aver fatto la “diagnosi” avrebbe quindi proceduto con la terapia a base di rimedi naturali: acqua con sciroppo d’acero, succo di frutta con mirtilli e un mix aceto di sidro di mele, radici peperoncino, cipolla aglio e zenzero. Una ricostruzione che gli Stephan però contestano sulla loro pagina Facebook dicendo che non avrebbero mai dato al figlio sostanze “in grado di aiutare il virus a causa del loro alto contenuto di zuccheri“. L’Huffington Post riferisce che l’accusa avrebbe fatto ascoltare in aula una registrazione fatta dalla Polizia nella quale Collet racconta che un’amica infermiera gli avrebbe avvertiti circa la possibilità si trattasse di meningite, nella registrazione la madre spiega di aver ottenuto da un medico naturopata un trattamento per la meningite e di averlo dato al figlio. Il naturopata in questione avrebbe confermato che Collet si sarebbe recata da lui per un consulto su un caso di meningite che credeva di origine virale e non batterica e chiedendo qualcosa per aiutare la risposta del sistema immunitario. Il buon dottore avrebbe quindi prescritto una tintura di echinacea. Il caso della morte di Ezekiel è molto sentito in Canada e per un certo periodo venne fatta l’associazione tra l’attività di famiglia (il padre di David è il fondatore di un’azienda che produce integratori a base di erbe) e la morte del bambino. Alcuni infatti sostenevano che per questo motivo gli Stephan non avevano nessuna fiducia nella medicina moderna, ma David ha smentito categoricamente anche questa ricostruzione. Evidentemente nutrivano troppa fiducia in Google.
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La mamma pro-gun ferita alle spalle dal figlio

Questa storia è decisamente più divertente, c’è la mamma molto attiva sull’Internet sulla sua pagina Facebook Jamie Gilt for gun sense nel sostenere che le armi sono sicure e che non c’è nessuno motivo di preoccuparsi se le persone girano armate. Perché le armi sono un diritto costituzionale e tutti hanno il diritto di difendere la propria persona, la proprietà e i propri famigliari. Ed è proprio qui che Jamie ieri ha fallito, il figlio infatti ha accidentalmente fatto partire un colpo di pistola dall’arma che la donna teneva, carica e senza sicura, sul sedile posteriore. Perché se le armi sono sicure puoi lasciarle anche alla portata di un bambino di quattro anni. Le buone notizie sono che il bambino non è rimasto ferito e che alla fine la Gilt se la caverà. La polizia di Jacksonville ha escluso che si possa essere trattato di un’aggressione criminale e quindi non è stato fatto alcun arresto però sta indagando sulle modalità con le quali il bambino è venuto in possesso dell’arma e potrebbero a questo punto dover intervenire i servizi sociali per valutare la situazione famigliare e il modo in cui la donna sta crescendo il figlio. Secondo la legge della Florida, lo stato dove risiede la donna, lasciare una pistola incustodita o in un luogo di facile accesso per un minore è considerata un’infrazione e non un reato.

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Uno screenshot della pagina della mamma pistolera (via Snopes)

Un’altra famiglia difesa dalle armi, Hurrà!1