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La causa degli espulsi contro il M5S Roma

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Secondo Paolo Becchi, che ne ha scritto ieri sul Giornale, farà saltare il MoVimento 5 Stelle. Intanto è atteso per la settimana prossima, verosimilmente lunedì o martedì, il provvedimento del giudice civile a cui si sono rivolti tre espulsi del M5S per chiedere l’annullamento delle Comunarie a 5 Stelle a Roma, vinte da Virginia Raggi nel febbraio scorso. Paolo Palleschi, Roberto Motta e Antonio Caracciolo – i tre che hanno deciso di adire le vie legali – intanto ieri hanno presenziato alla prima udienza al Tribunale civile di Roma, sezione Terza, dove i grillini sono finiti in aula per i loro cartellini rossi.

La causa degli espulsi contro il M5S Roma

Fonti del Movimento hanno raccontato ieri all’Adnkronos che Grillo e Casaleggio sono assolutamente tranquilli: oggi in Tribunale i legali di Grillo hanno contestato il fatto che nel ricorso i tre si sono rivolti all’associazione M5S nata nell’ottobre 2009, e non all’associazione che ha sede a Genova. E poi sono entrati nel merito delle questioni: per Caracciolo la motivazione è la pubblicazione di interventi su alcuni blog “che palesano condotte contrastanti con i principi fondamentali del M5S”.

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La mail di espulsione di Antonio Caracciolo

Un’accusa che lo aveva visto tuttavia assolto con formula piena – ricordava ieri Paolo Palleschi all’ADN e di cui francamente non se ne può più“. Vero è che Caracciolo è stato assolto con formula piena da un’indagine della sua università, ma nella lettera di espulsione si parla di interventi successivi alla storia del negazionismo. Più curiosa la vicenda che ha coinvolto l’avvocato Palleschi. Il quale nel febbraio 2015 aveva annunciato la sua adesione a Noi con Salvini, il movimento che nelle mire del leader della Lega Nord avrebbe dovuto portare il suo verbo fuori dal Nord. Nella pagina facebook Dissidenti grillini CON Salvini, nel frattempo cancellata, si potevano leggere status come questi:
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Ieri in tribunale invece è spuntato, portato dalla difesa del MoVimento, un messaggio inviato da Palleschi a un militante grillino in cui l’avvocato, che dice di assistere legalmente Salvini da tempo, lo aveva incaricato di formare una lista per il Senato nella quale c’era, a suo dire, la possibilità di inserire consiglieri 5Stelle in posti apicali con la certezza di essere eletti. Il messaggio è stato portato come prova della militanza di Palleschi in altri partiti, causa del suo allontanamento dalle liste del M5S a Roma. Ma in tribunale Palleschi ha risposto che nel messaggio “scherzava”:  “Nel mio caso – ha detto all’ADN – è stata mostrata una mail in cui proponevo ad un attivista un posto nientepopodimeno che al Senato, ma anche un bambino si accorgerebbe che evidentemente scherzavo, che poteri ho io per decidere una cosa simile? La nostra opinione, sicuramente di parte, è che le motivazioni adottate dai vertici siano assolutamente ingiustificate. Per questo chiediamo la revoca dei procedimenti di espulsione, la riammissione nel Movimento e l’annullamento delle comunarie. La nostra – ribadisce – non vuole essere una iniziativa ‘contro il Movimento’, ma al contrario è un’azione che mira a riaffermare con forza quei principi di legalità, condivisione, trasparenza e correttezza, per amore dei quali io e gli altri ricorrenti ci iscrivemmo al M5S”
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L’sms di Palleschi a un militante grillino

Il ricorso farà saltare il M5S?

I ricorrenti chiedono l’annullamento delle comunarie del M5S Roma e la cancellazione della loro espulsione. “La nostra – ribadisce sempre Palleschi – non vuole essere una iniziativa ‘contro il Movimento’, ma al contrario è un’azione che mira a riaffermare con forza quei principi di legalità, condivisione, trasparenza e correttezza, per amore dei quali io e gli altri ricorrenti ci iscrivemmo al M5S”. Ma secondo Paolo Becchi, professore di filosofia del diritto all’università di Genova, il ricorso, di cui ha scritto ieri sul Giornale, potrebbe essere il sassolino nell’ingranaggio che fa saltare i grillini:

Le espulsioni chesaranno discusse in Tribunale oggi in tarda mattinata (ma anche quelle di tutti gli altri che non hanno fatto ricorso) sono state disposte in violazione di quanto disponel’art.24 del Codice civile, il quale riserva all’assemblea degli associati il potere di escludere gli iscritti, soltanto laddove sussistano «gravi motivi». La circostanza che la procedura di espulsione ricalchi quanto previsto dal Regolamento pubblicato sul blog beppegrillo.it il 23.12.2014 è del tutto irrilevante sotto diversi profili, ma in primo luogo in quanto il patto associativo degli iscritti è regolato dal Non Statuto,e questo non può essere modificato che con l’accordo degli associati.
Il Regolamento, non essendo stato elaborato e deliberato nelle forme di legge, dovrebbe pertanto essere considerato giuridicamente inesistente o quantomeno nullo, con conseguenze che potrebbero andare molto al di là del caso concreto. Ora è ovvio che se questo Regolamento fosse dichiarato dal Tribunale inesistente o nullo, ciò avrebbe conseguenze dirompenti.

Ovvero, secondo Becchi, i ricorrenti potrebbero dimostrare che la carica di Capo Politico del MoVimento non è prevista dal non statuto e non sono previste nemmeno le modalità di elezione.