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L'esercito repubblicano nazionale russo ha rivendicato l'attentato contro la figlia di Dugin

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Esercito repubblicano nazionale russo Dugin Darya Dugina

Fino a qualche ora fa c’erano solamente due ipotesi per l’attentato che ha ucciso Darya Dugina, la figlia del filosofo e politologo russo Aleksandr Gel’evič Dugin. La prima puntava il dito contro gli ucraini, la seconda – più complessa – vedeva coinvolti i servizi segreti russi che avrebbero voluto mandare un chiaro messaggio a Vladimir Putin (che si è ispirato, per una parte della sua azione politica, soprattutto quella internazionale, proprio all’ideologo di Mosca). Ma nella serata di ieri è arrivata una rivendicazione da parte dell’Esercito Repubblicano Nazionale russo che, da anni, “lotta” contro il numero uno del Cremlino.

Esercito Repubblicano Nazionale russo rivendica attentato figlia Dugin

Quell’automobile esplosa mentre al suo interno si trovava Darya Dugina ha scossa la Russia e rischia di avere ripercussioni ulteriori anche sugli equilibri internazionali già compromessi dalle tensioni dei mesi scorsi e dalla guerra di Mosca contro l’Ucraina. Perché, secondo le ricostruzioni, a bordo di quella vettura doveva esserci anche Aleksandr Dugin che, all’ultimo istante, avrebbe deciso di viaggiare con un’altro mezzo. Poi l’esplosione che ha ucciso la figlia 30enne.

E nella serata di ieri, Ilya Ponomarev – ex membro della Duma espulso per via delle sue attività anti-Putin -, ha letto un messaggio che rappresenterebbe (è necessario utilizzare tutti i condizionali del caso, per il momento) la rivendicazione da parte dell’Esercito repubblicano Nazionale russo (NRA), un movimento partigiano interno alla Russia. Come riporta il quotidiano la Repubblica, questo è il testo della rivendicazione:

“Ieri sera si è verificato un evento importante vicino a Mosca. Questo attacco apre una nuova pagina nella resistenza russa al Putinismo. Nuova, ma non l’ultima. Putin un usurpatore del potere e un criminale di guerra che ha emendato la Costituzione, scatenato una guerra fratricida tra i popoli slavi e mandato i soldati russi a una morte certa e insensata. E che sarà deposto”.

Ma perché è stata colpita Darya Dugina? Il vero obiettivo era Dugin? Questi interrogativi – in attesa di capire la validità di quella rivendicazione – restano ancora irrisolti. L’Esercito Repubblicano Nazionale russo, in quello stesso documento spiega che la figlia del filosofo di Mosca fosse

“obiettivo legittimo perché fedele compagna del padre, che sosteneva il genocidio in Ucraina”.

Ma dal Cremlino fanno sapere che le attenzioni, dopo questo attentato, rimangono puntate su Kyiv anche se l’Ucraina ha smentito ogni coinvolgimento.