Cultura e scienze

La guerra di Erdoğan contro Zagor

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Erdoğan contro Zagor! O magari l’obiettivo più diretto è Tex: ma è l’altro personaggio bonelliano che – simbolicamente – rischia di andarci più di mezzo. Una guerra di dispetti si è scatenata tra Trump e il suo collega turco, a partire dalla detenzione del pastore evangelico americano Andrew Brunson: pure lui incappato nella purga anti-Gülen seguita al fallito golpe del 15 luglio 2016. E il suo culmine sono le sanzioni che hanno precipitato la crisi della lira turca.

La guerra di Erdoğan contro Zagor

In effetti il governo di Ankara non è che abbia molte possibilità di rappresaglia: a parte la fuoriuscita dalla Nato, passo talmente estremo che ancora nessuno si azzarda neanche a proporre. Così, Erdoğan ha deciso di agire sul piano soprattutto simbolico. E una delle botte più significative è stata appunto la decisione di interrompere quella tradizione per cui ogni domenica mattina alle 9.55 precise sul primo canale della tv di Stato Trt andava in onda un film western. L’ultimo, dunque, è stato il 19 agosto Big Jake: un classico del 1971 con protagonista John Wayne. Dal 26, lo ha sostituito un serial locale.  In Italia, ormai, gli western classici nelle ore e nei canali di punta non li fanno neanche più. Ma i turchi in quella peculiare posizione di Paese in bilico tra Occidente e Islam che tanto aveva suscitato la curiosità di Samuel Huntington nel suo Scontro di civiltà, per il western sono talmente patiti che ne hanno perfino girati in casa loro. E in quantità! Una curiosità del western turco è appunto che ha trovato nella tradizione degli spaghetti western all’italiana un formidabile tramite. Cüneyt Arkınl, famoso regista pulp autore di più di 250 tra film e telefilm, lo sapete come si firmò, quando nel 1973 girò il film di culto Küçük Kovboy, “il piccolo cow-boy”? Guido Zurli: come se venisse da Cinecittà! E quell’anno è tanto più emblematico, se si pensa che nel 1970 era uscito in turco il film Zagor, e nel 1971 gli altri due film intitolati Zagor kara korsan’in hazineleri e Zagor – Kara Bela.

Fotogramma dal film “Zagor kara korsan’in hazineleri aka ZAGOR”

L’amore della Turchia per Zagor

Nato nel 1961 e il più antico fumetto ancora in vita della Bonelli dopo Tex , Zagor è un personaggio molto particolare, di cui Sergio Bonelli una volta che l’avevo intervistato mi spiegò che “assomiglia al mio carattere, come Tex assomiglia a quello di mio padre Gian Luigi”. Ispirato alla faccia di Gary Cooper e allo stile dello stesso Gary Cooper e di John Wayne, Tex è un giustiziere che vive nel West vero e proprio nella seconda metà dell’800. Col volto di quel Robert Taylor che oggi è un attore dimenticato ma che ha pure ispirato Diabolik, Zagor è invece un “mediatore” tra bianchi e indiani la cui missione è far andare d’accordo la gente più che punire i cattivi. Non sta nel West ma in una immaginaria foresta tra Ohio e Pennsylvania, e opera in una prima metà dell’800 spesso volutamente anacronistica, ma ricca d’altra parte di citazioni storiche e letterarie, oltre che aperta a contaminazione di tutti i tipi: fantascienza e horror, in particolare. Insomma, un personaggio che già intravede la crisi del western classico, e cerca in qualche modo anche come genere di mettere cose diverse.  Sarà forse perché il loro era a sua volta un Paese in bilico tra culture e mondi diversi, se i turchi si sono appassionati a Zagor forse più ancora che gli italiani? Non solo comunque la Turchia è – assieme Brasile e ex Jugoslavia – uno dei tre Paesi fuori d’Italia che più si sono appassionati a questi personaggio. La Turchia è anche l’unico Paese che Zagor ha provato a portarlo al cinema: prima ancora degli altri tentativi “bonelliani” fatti nel 1985 da Duccio Tessari con Tex e il signore degli abissi e nel 2011 da Kevin Munroe con Dylan Dog – Il film. Il primo film , in realtà, era un semplice western che parlava di un pistolero solo omonimo dell’eroe bonelliano: un tentativo per sondare il terreno e vedere se si poteva “citare” senza avere problemi di copyright? Un quarto di secolo prima del boom di Internet e 45 anni prima di YouTube, in effetti della cosa in Italia non si accorse nessuno. E così l’anno dopo vennero appunto prima Zagor kara korsan’in hazineleri: “Zagor – Il tesoro del Corsaro Nero”, trasposizione dall’albo del giugno 1967 Le jene del mare. Poi Zagor – Kara Bela, trasposizione dall’albo dell’aprile 1967 L’avvoltoio. Zagor lo faceva Levent Çakir , che in effetti un po’ gli somigliava, e comunque aveva buone doti acrobatiche. Interpretato da un famoso burattinaio di nome Nevzat Açikgöz, Cico ha invece una faccia più medio-orientale che messicana, ma il personaggio è abbastanza fedele. Solo trent’anni dopo la Bonelli si accorse del plagio: ma a quel punto la prese a ridere, e addirittura oggi promuove quegli esperimenti. Chi invece non vuole perdonare è Erdoğan. Manco fosse Tex Willer!

(Foto di copertina da youtube)

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