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Adesso Enrico Montesano vuole incontrare il presidente dell'Anpi

Asia Buconi|

enrico montesano

“Ho chiesto formalmente al Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, di ricevermi affinchè io possa rammentare il mio passato di uomo legato al rigoroso rispetto dei valori della libertà e della democrazia di cui tale associazione è custode attenta e rigorosa”, così Enrico Montesano è tornato sulla vicenda che ha portato alla sua espulsione dalla trasmissione ‘Ballando con le Stelle’ in un comunicato diffuso sui suoi social.

“Voglio, altresì, dimostrare come tale mio atteggiamento sia rimasto saldo e rigoroso nel tempo – ha aggiunto Montesano – e che l’episodio in cui sono maldestramente caduto vada imputato ad una leggerezza compiuta in assoluta buona fede. Sono certo che il Presidente dell’Anpi, che so essere persona dotata di equilibrio e di saggezza, vorrà ricevermi quanto prima”.

L’affondo del Codacons: “La Rai doveva controllare la maglia, grave che non l’abbia fatto”

Intervenendo sulla vicenda all’Adnkronos, il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha dichiarato: “Enrico Montesano se è appassionato di quegli stemmi doveva sapere cosa rappresentassero e si poteva risparmiare lo sfoggio di quella maglietta, ma il problema non è lui, è chi alla Rai doveva controllare e non l’ha fatto”.

“In Rai dovevano controllare – ha sottolineato Rienzi – e mi sembra molto strano che non l’abbiano fatto. In genere controllano tutto: ricordo ancora quando andai ospite e mi applicarono una striscetta che copriva il coccodrillo di ‘Lacoste’ che avevo sulla mia maglietta, per evitare che potessi fare pubblicità occulta. Come mai stavolta non hanno controllato nulla?”. A meno che, prosegue Rienzi, “non sapessero di che cosa si tratta, allora è anche più grave”.

Per il presidente dell’associazione di consumatori “bisogna che venga chiarito chi doveva controllare. Non è solo Montesano che doveva essere più accorto, ma ci voleva anche un controllo esterno perché stiamo parlando di un ente che fa servizio pubblico”.

Enrico Montesano pronto a fare causa alla Rai dopo la cacciata da “Ballando con le stelle”

A far scoppiare la polemica era stata la scelta di Enrico Montesano di indossare in sala prove una maglia in cui era stampato sulle spalle il motto dannunziano “Memento audere semper”, da sempre ripreso dall’iconografia dialettica dei nostalgici del fascismo. Davanti, a mo’ di scudetto sul petto, il simbolo della Decima Mas, divenuta famosa dopo l’armistizio per essersi ricostituita come corpo militare della Repubblica di Salò, restando fedele a Benito Mussolini anche dopo la fine del regime e, perciò, spesso ricordata e celebrata da gruppi di estrema destra e neofascisti. Ieri Enrico Montesano ha contestato la decisione della Rai di espellerlo dalla trasmissione e ha fatto sapere:

Avendo avuto notizia che la Rai vorrebbe disporre il mio allontanamento dal programma ballando con le stelle, dichiaro la mia assoluta buona fede e ricordo di essere stato un parlamentare di sinistra, in linea con la mia fede politica che non può essere certo accostata a quella fascista. Ho precisato che la maglietta da me indossata, che fa parte di una mia collezione da anni è in vendita pubblica nei negozi italiani senza che alcuno abbia mai pensato trattarsi di uno strumento di propaganda antidemocratica. Ricordo che la maglietta contiene una frase di Gabriele D’Annunzio che è liberamente riprodotta anche nei libri di studio di letteratura italiana adottati nelle scuole. Altresì aggiungo che la maglietta da me indossata è stata vista dai rappresentati della Rai sia durante le mie prove della prestazione artistica sia durante la registrazione della stessa, senza alcuna obiezione. Aggiungo che il materiale montato e messo poi in onda è stato ulteriormente esaminato dai rappresentati della Rai che non hanno minimamente dubitato della regolarità e della liceità delle immagini. Ho dato mandato all’avvocato Giorgio Assumma insieme al mio agente Settimio Colangelo di esaminare la situazione per tutelare al meglio la mia identità personale e la mia onorabilità.