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Perché l'emendamento PD sull'aeroporto di Firenze ha preso il volo

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Qualcosa stava per succedere a Firenze, ma il pericolo è stato per ora scongiurato. Nella notte infatti, grazie agli sforzi congiunti delle opposizioni è stato ritirato l’emendamento PD che avrebbe tagliato – accorciando notevolmente la procedura – l’iter per la concessione della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze, diretto da Marco Carrai ovvero il consigliere storico e braccio destro di Matteo Renzi da più di vent’anni. La norma, introdotta con un emendamento alla legge di stabilità presentato da due deputati, Paolo Tancredi (Area Popolare-NCD) e Fabio Melilli (PD) avrebbe eliminato la necessità di ottenere la VIA per i piani di sviluppo di aeroporti di interesse nazionale. Aeroporti tra i quali figura proprio lo scalo di Firenze che è al centro di un progetto di ampliamento fortemente voluto da Carrai.
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Quel favore all’aeroporto del braccio destro di Renzi

A dare la notizia nella notte è stata l’ex-Ministro Stefania Prestigiacomo che ha partecipato alla seduta ad oltranza in Commissione Bilancio alla Camera dove si discuteva della Legge di Stabilità 2016. L’emendamento all’articolo 43 della proposta di legge avanzata dal Governo e in esame presso la V Commissione Bilancio della Camera non nomina esplicitamente l’aeroporto di Firenze-Peretola ma di fatto lo scalo diretto da Carrai era il principale destinatario della norma, soprattutto nell’articolo 495-quinques, quello che prevedeva che la legge taglia-VIA (o salva Carrai, come l’hanno soprannominata le opposizioni) si applicasse anche alle procedure di valutazione di impatto ambientale e ai piani di sviluppo aeroportuali in corso di approvazione.

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Il testo dell’emendamento Salva Carrai

Impossibile non pensare proprio al contestatissimo (dagli ambientalisti ma non solo) piano di Carrai per Firenze per il quale la giunta regionale toscana ha già concesso l’approvazione proprio a inizio dicembre. Un piano da 150 milioni di euro che per il Movimento 5 Stelle è un’opera inutile e costosa (di fatto sarà un nuovo aeroporto e non un ampliamento, sostengono sul Blog), che metterà a rischio la città di Firenze. Perché a quanto pare una percentuale non trascurabile di decolli (20%) e atterraggi (16%) sarà proprio in direzione della città con i conseguenti problemi legati all’inquinamento acustico (e non solo) e agli eventuali (ma più remoti) rischi per la sicurezza.
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La nuova pista (in rosa) dell’Aeroporto di Firenze e l’area interessata dai lavori (in verde)

La VIA quindi è un aspetto fondamentale per la prosecuzione dell’opera sull’aeroporto di Firenze, eliminare quell’ostacolo avrebbe significato per Carrai la possibilità di partire quasi subito con i lavori. Perché uno dei punti dell’emendamento prevedeva che il via libera della Regione sostituisse quello della Commissione VIA, e dal momento che la Regione ha già dato il suo assenso i giochi sarebbero stati – quasi – fatti.

Il parere favorevole espresso dalle regioni interessate sui piani regolatori e di sviluppo degli aeroporti di cui al comma 495-bis, in base alle disposizioni del regolamento recante disciplina dei procedimenti di localizzazione delle opere di interesse statale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, comprende e assorbe a tutti gli effetti la verifica di conformità urbanistica e paesaggistica delle singole opere inserite negli stessi piani e comporta variante di tutti gli strumenti della pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica comunque denominati e da qualunque ente approvati.

Festeggia anche Giuseppe Civati che sul suo blog pubblica una nota di Possibile nel quale sottolinea che il Governo ora potrebbe decidere di presentare in Aula alla Camera l’emendamento ritirato, eventualmente blindandolo con il voto di fiducia. La battaglia su Peretola quindi non è ancora finita.

Il governo ha deciso di ritirare il suo emendamento alla legge di stabilità che di fatto spianava la strada alla costruzione del nuove aeroporto di Firenze in spregio alle norme vigenti e bypassando la volontà popolare.
Se pensa di ripresentarlo in aula alla Camera, magari blindandolo con la fiducia, metta in conto di dover farci portare via di peso dalle emiciclo di palazzo Montecitorio perché combatteremo con tutte le nostre forze per evitare questo scempio

Tra i festeggiamenti c’è anche qualcuno del PD di Prato che non si è accorto però che l’emendamento incriminato era stato avanzato proprio da un compagno di partito.
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