Fatti

Elezioni in Spagna, vince Rajoy

Le elezioni in Spagna confermano che gli exit poll forniscono numeri troppo diversi rispetto ai numeri reali. Come nel referendum sulla Brexit, le risultanze vengono sovvertite al momento del conteggio dei voti. E stavolta a farne le spese è Pablo Iglesias. Le urne si sono chiuse alle 20 in Spagna e hanno cominciato a circolare i primi exit poll sulle elezioni. Il Partito Popolare del premier uscente Mariano Rajoy nelle rilevazioni era primo, ma senza maggioranza, alle  con il 28.5%, davanti a Podemos al 25.6%, che scavalcava il Psoe, terzo al 22%. Quarta posizione per Ciudadanos, all’11.8%, secondo il primo exit poll della tv pubblica TVE. Secondo i numeri diffusi dalla catena televisiva Rtve, il Pp si sarebbe aggiudicato tra 117 e 121 seggi su 350, Podemos si collocherebbe tra 91 e 95, il Psoe tra 81 e 85 e i liberali di Ciudadanos tra 26 e 30. I primi dati reali, dopo lo spoglio del 16% delle schede, confermano per ora il primo posto del Pp previsto dagli exit poll, con il 30,5%, ma non il ‘sorpasso’ di Podemos sul Psoe. I socialisti per ora sono al 24,2%, Podemos al 21,1%, Ciudadanos il 10%. Con il 29,84% delle sezioni scrutinate invece Podemos è ancora terzo e il PSOE è quarto, Ciudadanos va al 10,9%. Dopo lo spoglio del 40% delle schede, il Pp rimane primo con 135 seggi su 350 (123 in dicembre), davanti al Psoe (94 contro 90), Podemos (69 contro 71) e Ciudadanos (27, ne aveva 40).

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I dati reali: PP guadagna voti, PSOE davanti a Podemos (29% delle schede scrutinate)

Con il 51,07% delle sezioni scrutinate il PP guadagna 133 seggi e si assesta al 31.4%, il PSOE arriva al 23,9% e si intesta 93 seggi, Podemos con IU fa il 21,4% con 70 seggi e Ciudadanos porta a casa l’11,8% e 29 seggi. Sfuma ogni possibilità di governo socialisti con Podemos. Dopo lo spoglio del 61% delle schede, il Pp rimane primo con 135 seggi su 350 (10 seggi più che a dicembre), davanti al Psoe (90 contro 90), Podemos (71 contro 71) e Ciudadanos (29, ne aveva 40). Con lo spoglio al 69% i cambiamenti sono minimi: i popolari del premier Mariano Rajoy sono al 32% (135 seggi, +12 rispetto alle elezioni del dicembre scorso); i socialisti sono al 23,5% (89 seggi, -1); Podemos al 21,4% (72 seggi, +1); Ciudadanos al 12,3% (29 seggi, -11).

L’illusione degli exit poll

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I confronti (provvisori) tra le elezioni di dicembre e quelle odierne, basati sugli exit poll (Spain Report)

Con i risultati degli exit poll Podemos avrebbe centrato lo storico “sorpasso” sui socialisti, diventando il primo partito della sinistra spagnola. Unidos Podemos avrebbe ottenuto tra i 91 e i 95 seggi per le stime di Sigma Dos (quelle di TVE), mentre alle elezioni la somma di Podemos e Izquerda Unida arrivava a 71; anche il confronto con gli 87-89 di GAD 3 diffuso da ABC risulta positivo. Il Partito Popolare invece difficilmente riuscirà a bissare i 123 delle scorse elezioni così come il PSOE e Cudadanos perderanno qualcosa o molto. Secondo il primo exit-poll della tv pubblica Tve, nel nuovo Congresso dei deputati di Madrid potrebbe esserci una maggioranza di sinistra Podemos-Psoe con 172-180 seggi su 350. Il Psoe finora ha evitato di pronunciarsi sull’ipotesi di un governo di sinistra a guida Podemos. In teoria avrebbe la maggioranza anche un governo a guida PP-PSOE.
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La sconfitta di Iglesias

L’altro sondaggio, GAD3 diffuso da Abc, attribuiva al Pp 121-124 deputati, a Podemos 87-89, al Psoe 84-86 e a Ciudadanos 29-32. Se le rilevazioni fossero state confermate il Psoe sarebbe scivolato al terzo posto per la prima volta dopo il ritorno della democrazia nel 1977. Tra i partiti nazionalisti, il catalano Erc guadagna tra i 9 e gli 11 seggi, superando i rivali di centro-destra di Cdc, fermi tra 5 e 6. Anche i nazionalisti baschi prendono tra i 5 e i 6 deputati. Nelle elezioni del 20 dicembre scorso, che hanno segnato la fine del tradizionale bipartitismo spagnolo e portato allo stallo il Parlamento, il Pp aveva conseguito 123 seggi, il Psoe 90, Podemos 69 e Ciudadanos 40. Alle elezioni di oggi risultava aver votato alle 18 il 51,21% degli aventi diritto, il dato più basso nella storia repubblicana spagnola, sette punti sotto i votanti registrati alla stessa ora a dicembre 2015. Pp e Psoe non hanno mantenuto gli stessi risultati di sei mesi fa; rimane però l’incognita dell’affluenza, in forte calo alle 18 (il più basso dato parziale dal ritorno della democrazia) e che potrebbe influire sul risultato finale così come il sistema elettorale spagnolo, in cui la traduzione delle percentuali in seggi è piuttosto complicata e sensibile anche a piccole variazioni.

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Spagna, gli exit poll

Con questi risultati invece Pablo Iglesias è il grande sconfitto delle elezioni in Spagna. Avrebbe avuto la chance di formare un governo di cui sarebbe stato un partner importante e dimostrare di essere forza di governo cercandone di influenzare la politica. Ha scelto la via delle elezioni. I numeri dicono che la sua alleanza con IU non ha fatto guadagnare voti ai due partiti. In compenso ne ha presi di più Rajoy (forse da Ciudadanos) che ora potrà trattare da posizioni di maggiore forza. Per Podemos è una sconfitta su tutta la linea.