Fatti

Elena Kowalskaya, la direttrice russa del Teatro statale di Mosca si dimette perché "non può lavorare per un assassino"

@neXt quotidiano|

Elena Kowalskaya

Prima il cambio di immagine del profilo: al posto della foto con il suo volto, uno sfondo nero in segno di lutto. Poi quel messaggio in cui annuncia la sua decisione di dimettersi dal suo ruolo per protestare contro la decisione di Putin di invadere e dichiarare – di fatto – guerra all’Ucraina. Una storia di coraggio, una storia di una donna coraggiosa che ha deciso di rinunciare al suo ruolo di prestigio – direttrice del Teatro statale e Centro Culturale Vsevolod Meyerhold di Mosca – ,perché Elena Kowalskaya ha deciso di non poter più lavorare ed essere pagata da un “assassino”

Elena Kowalskaya, dimissioni da direttrice del Teatro di Mosca contro Putin

«”mici, come protesta contro l’invasione russa dell’Ucraina, mi dimetto dalla carica di direttore del teatro di stato. Non puoi lavorare per un assassino ed essere pagato”. Un messaggio scritto a chiare lettere. E la sua decisione è stata confermata dallo stesso Teatro statale e Centro Culturale Vsevolod Meyerhold di Mosca che, sempre su Facebook, si è schierata dalla parte dell’ormai ex direttrice, facendole un plauso per questa decisione forte, ma necessaria visto quel che sta accadendo.

“Al Centro Missione intitolato a Meyerhold sono scritte queste parole: ‘Il nostro principio è il rispetto degli esseri umani e l’uguaglianza delle persone indipendentemente da sesso, identità nazionale, età, religione, orientamento sessuale, caratteristiche fisiche e mentali, apparenza’. Gli eventi che stanno accadendo ora contraddicono tragicamente la nostra missione, il lavoro svolto presso il CIM, il team CIM e i nostri residenti. Non possiamo fare a meno di dirlo. Non possiamo fare a meno di dire no alla guerra. La guerra è più grande e spaventosa della mancanza di rispetto verso l’uomo. La guerra è la morte di un uomo, è l’assassinio di persone. Non riusciamo a tenere la bocca chiusa. Non possiamo fare a meno di ringraziare la nostra direttrice Elena Kovalskaya per il suo coraggio. No alla guerra”.