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Il coraggio della studentessa afghana che denuncia lo stupro di un leader talebano | VIDEO

Asia Buconi|

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Una testimonianza che potrebbe costare la vita alla 25enne Elaha, una studentessa afghana di medicina all’università di Kabul, che ha descritto coraggiosamente in un video pubblicato sui social le violenze subite dal leader talebano Saeed Khosti, portavoce fino a qualche tempo fa del Ministero dell’Interno e da poco impegnato in un altro ruolo. La ragazza, che appare nel filmato col capo avvolto dall’hijab, ha raccontato che l’uomo l’ha violentata ripetutamente, per poi costringerla a un matrimonio forzato. “Queste potrebbero essere le mie ultime parole. Mi ucciderà ma è meglio morire una volta sola che morire ogni volta”, dice la giovane mentre, tra le lacrime, descrive la vicenda di cui si è tristemente ritrovata protagonista.

Il video di denuncia di Elaha contro il leader talebano e l’appello alla libertà

L’appello di Elaha non è caduto nel vuoto. Il video con l’hashtag #justiceforelaha si è rapidamente diffuso su Twitter, Facebook e Whatsapp tanto che l’uomo accusato delle violenze, Saeed Khosti, è stato costretto ad esporsi sui social per spiegare quanto accaduto e provare a difendersi. Il leader talebano ha confermato di aver sposato Elaha ma ha negato le violenze e i maltrattamenti: “Non ho fatto nulla di illegale”, ha sottolineato, specificando di aver chiesto il divorzio all’ex moglie che, a suo dire, aveva problemi di “fede” (avrebbe insultato il Corano).

“Mi picchiava molto e mi violentava ogni notte. Mi ha filmato e ha minacciato di pubblicare il video”, ha raccontato Elaha. Il matrimonio forzato sarebbe stato imposto alla giovane proprio mentre Saeed Khosti ricopriva ancora il ruolo di portavoce al Ministero dell’Interno. Non solo: il leader talebano avrebbe pure tentato di dare in moglie la sorella a un altro ufficiale talebano, ma la famiglia è fortunatamente riuscita a fuggire.

Elaha ha affermato di trovarsi attualmente reclusa in un appartamento di Kabul dopo essere stata arrestata dai talebani mentre cercava di fuggire passando il checkpoint di Torkham, al confine col Pakistan. E la sua situazione, adesso, non è chiara: mercoledì la Corte Suprema su Twitter sosteneva che la giovane fosse stata formalmente arrestata e che sarebbe stata condannata a breve per diffamazione, ma il giorno dopo, sempre su Twitter, la pagina ufficiale dell’organo giudiziario ha smentito quella notizia bollandola come falsa. Quando sono state richieste spiegazioni in merito, il ministero dell’Interno e la Corte Suprema non hanno rilasciato dichiarazioni.

Il video di Elaha è un disperato appello alla libertà. E sul caso della giovane studentessa si è espressa ieri la Human Rights Watch, che ha così commentato: “La notizia non è una sorpresa, non è la prima volta che riceviamo denunce di questo tipo. D’altra parte tutte le strutture nate per combattere la violenza contro le ragazze e le donne sono state smantellate dai talebani”.