Attualità

Ebola e la caccia ai bambini accusati di stregoneria

Il centro missionario salesiano spagnolo Missiones Salesianas ha pubblicato ieri sul suo canale YouTube un documentario sul problema della stregoneria infantile in Togo. Il documentario, che si intitola Yo no soy Bruja (Io non sono una strega) racconta il dramma che migliaia di bambini e bambine togolesi della regione di Kara hanno vissuto nel 2013 subendo maltrattamenti, persecuzioni e venendo in alcuni casi uccisi in una vera e propria caccia alle streghe. Non si hanno dati certi riguardo il numero delle vittime. Secondo le autorità nella sola regione di Kara sono stati 773 i casi riportati di minori accusati di stregoneria che hanno subito un qualche genere di maltrattamento. Spiega Patricia Rodriguez, una degli autori del documentario:

La stregoneria è il potere di fare del male ad un’altra persona attraverso il mondo spirituale, perché è una persona posseduta dallo spirito maligno. Il male viene compiuto divorando l’anima della persona vittima di stregoneria. Si manifesta nel mondo fisico attraverso la malattia, la morte, o la perdita del prestigio sociale ed economico

Come in molti altri paesi africani la credenza dell’esistenza della stregoneria è un fatto molto diffuso, così come la pratica dell’accusa di stregoneria è parte della cultura tradizionale togolese, la stregoneria è generalmente il modo di dare una spiegazione ad eventi spiacevoli che colpiscono l’esistenza degli individui o di una comunità. È logico quindi che dal momento che il Togo attraversa da decenni una fase di estrema povertà (il reddito annuo pro capite è di 479 euro) siano saltati tutti quei meccanismi sociali di protezione che generalmente regolamentano i processi di accusa di stregoneria. Se infatti uno dei “sintomi” principali della stregoneria è la povertà quando la povertà è così generalizzata è facile dare il via ad una indiscriminata caccia alle streghe. Chiunque sia diverso, perché vedova, anziano, orfano può venire accusato di stregoneria perché l’invidia è uno dei moventi che spinge lo stregone ad infettare la propria vittima.
 
GEORGETTE E LE ALTRE

Georgette, accusata di stregoneria da suo padre e dalla matrigna
Georgette, accusata di stregoneria da suo padre e dalla matrigna

Si arriva così nel documentario dei salesiani alla storia di Georgette una bambina con le mani sfigurate che ora vive all’interno della missione salesiana. Georgette è stata abbandonata dalla madre ed in seguito accusata di stregoneria dalla sua matrigna e obbligata a immergere le mani nell’acqua bollente per provare di non essere una strega.

Un giorno mio padre mi chiese se c’era uno spirito maligno dentro di me, io risposi che non lo sapevo e allora mi disse che e non avessi detto la verità mi avrebbe uccisa.

Accolta dai missionari della missione salesiana ora Georgette frequenta la scuola e sogna un futuro da ambasciatrice del suo Paese in Germania.
Un’altra delle bambine ospitate dalla missione, Rosalie, accusata di stregoneria dalle compagne di classe fu costretta da un gruppo di persone a dimostrare davanti a tutti la sua innocenza bevendo un intruglio rivelatore che, se avesse detto la verità l’avrebbe lasciata in vita, altrimenti l’avrebbe uccisa. Sono molti i i bambini e le bambine che dopo episodi di questo tipo trovano aiuto all’interno delle missioni, dove possono continuare a studiare e ad avere una vita normale insieme ai loro coetanei. Nella sola missione salesiana oggi vivono 110 bambini, il 40% dei quali vittime di accuse di stregoneria.. L’unico modo di modificare questa situazione è, secondo gli autori del documentario, quello di modificare la legislazione nazionale sull’infanzia, equiparando le accuse di stregoneria ai delitti contro i minori.

Un fotogramma del documentario che ritrae i bambini durante una lezione all'interno della missione
Un fotogramma del documentario che ritrae i bambini durante una lezione all’interno della missione

STREGONERIA E EBOLA
José Luis de la Fuente, missionario salesiano in Togo, spiega che l’epidemia di Ebola sta peggiorando le cose:

Le parti più deboli della famiglia, una vedova, un’anziana, un bambino sono i più facili da accusare. Con l’Ebola sta succedendo come in passato con l’AIDS, in molte zone la credenza è che non si tratti di una malattia, perché dovete immaginare che l’Ebola uccide in un modo molto rapido e scandaloso.

A causa della particolarità della malattia, la percezione sociale dell’Ebola in alcune parti della società togolese non è quindi quella di una malattia ma quella dell’opera di streghe o stregoni. L’intervento dell’esercito, dice de la Fuente, rischia di aggravare la situazione perché non va a risolvere il problema alla radice delle accuse di stregoneria, ovvero la mancata comprensione della natura di Ebola.

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