Cultura e scienze

L'epidemia di Ebola e la peggiore delle ipotesi

ebola epidemia

Tre stati africani si trovano nel bel mezzo di un‘epidemia di Ebola. Il numero di vittime ha abbondantemente superato quota 2500. La più grave epidemia mai registrata ha contagiato in Africa occidentale quasi 6mila persone, la metà delle quali sono morte, secondo l’ultimo bollettino dell’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite 5.864 persone sono state contagiate in cinque nazioni dell’Africa occidentale e 2.811 sono decedute. Il numero di casi raddoppia ogni settimana.
 
EBOLA, LA PEGGIORE DELLE IPOTESI
Healtmap.org fornisce una mappa della diffusione della malattia nel mondo basata sui dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e un conteggio statistico di contagiati e deceduti aggiornato a ieri:
ebola epidemia peggiore ipotesi
Vox.com spiega che utilizzando gli strumenti statistici forniti dal sito di Healthmap è possibile tratteggiare un worst case scenario, ovvero, la peggiore delle ipotesi riguardo l’espansione dell’epidemia di Ebola da qui a novembre. L’inizio dell’epidemia è da datare intorno al dicembre 2013, con un primo episodio in Guinea alla fine del mese. Dal 30 dicembre 2013 al 14 settembre 2014 i casi sono stati 4.507, con un tasso di mortalità pari al 70,8%. Colpisce donne e uomini più o meno al 50%. Il virus che si è diffuso da una regione rurale della foresta pluviale in Africa occidentale ai grandi centri urbani potrebbe infettare fino a ventimila persone entro novembre. In pieno inverno il worst case scenario prevede tra i 270mila e i 500mila infettati.

ebola epidemia ipotesi peggiore
Worst case scenario per l’epidemia di Ebola entro l’inverno su Vox con dati Healthmap.org

Ebola potrebbe diventare endemico nella popolazione dell’Africa occidentale e provocare nei prossimi anni epidemie sporadiche della malattia, soprattutto in Liberia, secondo il rapporto firmato da OMS e Imperial College di Londra. Lo studio congiunto è stato pubblicato sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine a sei mesi esatti dalla prima notifica di un caso di ebola dell’attuale epidemia. Spiega Christopher Dye, direttore strategia dell’Oms: «Con misure di controllo parziali, il virus dell’ebola nella popolazione umana può trasformarsi in una caratteristica della vita in Africa occidentale». In questo quadro, aggiunge Dye presentando lo studio nel corso di una conferenza stampa, non si può escludere una mutazione del virus che cambi le modalità di contagio. Al momento gli studiosi ritengono che una persona ne contagi altre due: la via di trasmissione è unicamente attraverso il contatto diretto con fluidi corporali (sudore, sangue, saliva, tra gli altri). Con una mutazione, spiega Dye, si potrebbe cominciare a contrarre attraverso l’aria. E questo provocherebbe un’esplosione dell’epidemia ben oltre i tre stati africani.

Scenari di Healthmap su Ebola in Liberia, Guinea, Sierra Leone


PERCHÉ LA SITUAZIONE POTREBBE PEGGIORARE
La situazione potrebbe peggiorare. Sempre come spiega Vox, per cinque motivi fondamentali. Primo: i metodi per il contenimento dell’epidemia non funzionano. Nelle precedenti esperienze si riusciva a contenerla con l’isolamento: una quarantena di 21 giorni di solito per tutti coloro che vengono a contatto con un malato di solito bastava per accertare l’avvenuta trasmissione del virus. Ma nei tre stati africani, dove ogni contagiato veniva a contatto in media con una decina di persone, questo tipo di protocollo è impossibile da attuare. Secondo: non si riesce a contenere lo sviluppo della malattia in medici e infermieri che lavorano sui malati. Finora 384 operatori sanitari hanno contratto il virus, 184 sono morti. Terzo motivo: le economie dei paesi africani dove si è sviluppata l’epidemia stanno cadendo a pezzi. Si parla apertamente di rischio collasso per tre stati.
ebola epidemia sintomi virus
I sintomi del virus dell’Ebola (infografica da: Wikipedia EN)

ebola epidemia
Ebola: il ciclo di vita del virus (Credit foto: Wikipedia EN)

Quarto motivo: l’epidemia ha portato ai numeri da record nella morte per altre malattie, perché ospedali e cliniche sono ormai esclusivamente dedicati all’Ebola e non possono fornire assistenza in altri casi. Quinto e ultimo motivo: il terrore si sta impadronendo degli abitanti delle regioni dove è localizzata l’epidemia. Le cacce all’uomo sono all’ordine del giorno. Eppure qualche speranza ancora c’è. In Senegal e Nigeria i piccoli focolai che si stavano sviluppando sono stati fermati in tempo, l’isolamento ha ridotto a zero la diffusione della malattia.
 
EBOLA IN EUROPA?
In Europa il rischio legato all’epidemia di Ebola «rimane basso, ma dobbiamo rimanere vigili», ha detto il commissario europeo alla Salute Tonio Borg, al termine del summit informale dei ministri europei della Salute che si è tenuto ieri e oggi a Milano. «Ebola è una questione urgente – ha avvertito Borg – e abbiamo sia l’obbligo morale di aiutare i paesi colpiti, sia l’obbligo concreto di evitare che l’epidemia arrivi nel continente europeo. L’Europa ha già stanziato 150 milioni di euro per interventi diretti in Africa, quanto mai necessari. Basta pensare che in Liberia hanno un medico ogni centomila abitanti, è evidente che la situazione è insostenibile». La peggiore delle ipotesi, per ora, è soltanto un’ipotesi.

Leggi sull’argomento: Ebola e l’Italia, tra falsi allarmi e veri razzismi