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E ora Conte che fa?

Dopo lo strappo, non ricucibile, con Beppe Grillo l’ex Presidente del Consiglio potrebbe percorrere due strade per rimanere in politica

Giuseppe Conte

“Ha fatto la sua scelta, ha deciso di essere il padre padrone della sua creatura”. Questo è l’unico commento rilasciato da Giuseppe Conte dopo aver letto il post pubblicato da Beppe Grillo. Quello che sembrava essere uno strappo (evidente, ma forse ricucibile) si è trasformato in una frattura insanabile con il MoVimento 5 Stelle che – dopo lunghi mesi di attesa – si ritrova al punto di partenza. Adesso la fibrillazione politica si sposta sulle mosse dell’ex Presidente del Consiglio che potrebbe tentare la scalata (senza garante) ai pentastellati, oppure cercare la via (non in solitaria) del “proprio” partito.

Giuseppe Conte, cosa farà l’ex Presidente dopo lo strappo con Grillo?

Le parole utilizzate da Beppe Grillo nei confronti di Giuseppe Conte pesano come macigni e segnano l’addio a quell’idea di forgiare un nuovo MoVimento attorno alla figura (apprezzata nei sondaggi) dell’ex Presidente del Consiglio. E ora l’ex inquilino di Palazzo Chigi potrebbe optare per due strade, come spiega Ilario Lombardo su La Stampa, con un obiettivo unico.

Il pensiero immediato porta subito al piano B, che fino alla fine Conte ha provato a negare: un suo partito, naturalmente ancorato al centrosinistra, ambientalista, capace di attrarre i voti moderati e da costruire sullo scheletro di un gruppo parlamentare.

Perché il dato sembra essere già tratto. Buona parte dei Parlamentari eletti con il Movimento 5 Stelle, infatti, starebbero dalla parte di Giuseppe Conte e sosterrebbero la sua leadership, chiedendo a Beppe Grillo di fare un passo indietro. Si parla di circa 120/150 su 250 tra deputati e senatori (con numeri e peso specifico che varia in base alla Camera di riferimento). Insomma, un fronte cospicuo che potrebbe anche decidere di scindersi dal M5S per approdare nel nuovo (eventuale) partito guidato dall’ex Presidente del Consiglio.

Perché il malumore è abbondante e diffuso. Non sono pochi i pentastellati a criticare le parole di Beppe Grillo contro Giuseppe Conte. Pensieri che sottolineano, come riporta Annalisa Cuzzocrea su La Repubblica, un’incoerenza di fondo del garante M5S che prima ha sostenuto l’ex Presidente del Consiglio (anche durante la sua avventura a Palazzo Chigi) e poi, dopo lo strappo, lo ha definito “senza visione ed esperienza”.

Chi va con l’ex Premier

Adesso si tireranno le somme. Perché se da una parte ci sono i fedelissimi di Grillo, dall’altra ci sono tutti quei parlamentari che hanno scelto e sceglieranno Giuseppe Conte. Tra questi ultimi potrebbero esserci anche due attuali ministri: Stefano Patuanelli (Politiche Agricole) e Federico D’Incà (Rapporti con il Parlamento), come scrive Annalisa Cuzzocrea su Repubblica. E con loro anche due ex capi di dicastero e da sempre voci molto ascoltate all’interno del MoVimento 5 Stelle: Alfonso Bonafede e Roberto Fraccaro. Nomi forti che hanno fatto la storia del Movimento 5 Stelle, insieme a figure come quella della vice-presidente del Senato Paola Taverna. Il tutto in attesa della posizione ufficiale di Luigi Di Maio e Roberto Fico che, celati dietro un rumoroso silenzio, ancora sperano in una riappacificazione che sembra essere impossibile. E, anche dalla loro scelta, passerà il numero totale di chi seguirà Giuseppe Conte (nella sua scalata al MoVimento o nella sua avventura con un partito proprio) e chi sceglierà di appoggiare, ancora una volta, la linea di Grillo.

(Foto IPP/Fabio Cimaglia)