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E il Giornale vuole pagare lo stipendio a Fabio Tortosa

fabio tortosa

Dopo la sospensione dal servizio di Fabio Tortosa, Alessandro Sallusti sul Giornale di oggi fa sapere che il quotidiano vuole pagare lo stipendio al poliziotto che “rientrerebbe mille volte” alla Diaz utilizzando il fondo per aiutare uomini delle forze dell’ordine in difficoltà. «E lo faremo fino a che giustizia e buon senso non saranno ripristinati», conclude in prima pagina sul quotidiano.
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Tortosa, fino a stamani ancora in forze al Reparto Mobile della Capitale, proprio quello preposto ai servizi di piazza, ha difeso ieri sé stesso e l’operato degli ottanta agenti del VII nucleo del Reparto Mobile di Roma, tra quelli che fecero irruzione alla Diaz. “Io e tanti come me siamo entrati obbedendo ad un ordine legittimo e non abbiamo commesso alcun atto contrario alle norme e all’etica di ogni uomo -dice risoluto- mi sembra grottesco che nonostante molteplici sentenze non si sia fatta piena luce su quei fatti e adesso va a pagare una persona perché scrive su Facebook la propria estraneità ai fatti”. Insomma Tortosa non vuole proprio essere il capro espiatorio delle violenze di Genova. E i suoi colleghi, i tanti del Reparto Mobile che lo conoscono bene sono più espliciti nel difenderlo anche se chiedono l’anonimato. “Fabio è stato sospeso, De Gennaro resta a Finmeccanica, la storia del dopo Genova è una storia di due pesi e due misure”, dicono malcelando la rabbia “Fabio è una persona seria – dice un poliziotto che lo conosce da 10 anni – che ha come unico difetto, se così si può considerare, quello di dire sempre cosa pensa”.
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LA SOSPENSIONE DI TORTOSA
“Nel caso di Fabio è stato applicato un articolo di un decreto legislativo del 1957 che consente al ministro dell’Interno di decidere la sospensione cautelare – spiega – Per quali motivi non è stato utilizzato in occasioni ben più gravi?”. Per i colleghi di Reparto, che stanno pensando di organizzare un’iniziativa di solidarietà, la sospensione è “un provvedimento esagerato”. Tortosa, sposato con due figlie e da 16 anni al Reparto Mobile di Roma, cerca di smorzare i toni, anche perché “ora la priorità è la pace per me e la mia famiglia” ma non esclude di ricorrere contro la sospensione. “Rispetto la decisione del capo della polizia – ha sottolineato – mi tutelerò eventualmente in sede di provvedimento disciplinare. Se la sanzione dovesse essere incongrua a quelle che sono le mie eventuali negligenze mi appellerò”. E intanto oggi il sindacato Consap ha chiesto la scorta per Tortosa e la sua famiglia, rendendo noto che l’agente avrebbe ricevuto minacce di morte via web tanto da avere chiuso il suo profilo Facebook. “Attenzione a non fare di un capro espiatorio una vittima designata – dicono dalla Consap, sindacato al quale Tortosa è iscritto – basta con la gogna mediatica”.