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"Facile parlare con il c*lo sul divano", è scontro tra calciatori russi e ucraini

neXt quotidiano|

Dzyuba Yarmolenko

Le tensioni internazionali dell’ultima settimana si stanno riflettendo anche sul mondo dello sport e del calcio. Non solo per le decisioni prese dalle varie federazioni di escludere la Russia dalle competizioni (o cancellare appuntamenti previsti tra Mosca e dintorni), ma anche per quelle accuse reciproche tra calciatori russi e ucraini. Il caso che vede come protagonisti Andrey Yarmolenko (ucraino) e Artem Dzyuba (russo) – con l’assist del terzino ucraino dell’Everton Mikolenko – è deflagrato nelle ultime ore, con un botta e risposta dai toni aspri.

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Dzyuba Yarmolenko, è scontro tra calciatori russi e ucraini

“Sono nato a San Pietroburgo, ma sono cresciuto in Ucraina e mi considero ucraino al 100%. Ho una domanda per i giocatori russi: ‘Ragazzi, perché state seduti e non dite niente?’ Nel mio Paese uccidono persone, uccidono donne, uccidono madri, uccidono i nostri bambini. Ma voi non dite niente. Avete influenza sulle persone, per favore! Ora è il momento di mostrare gli attributi nella vita reale. Grazie per l’attenzione. Gloria all’Ucraina”, aveva detto in un video Instagram Andrey Yarmolenko, centrocampista che gioca in Premier League – nel West Ham – e nella nazionale ucraina. E lo ha fatto tirando in ballo Aleksei Miranchuk (centrocampista dell’Atalanta), Denis Cheryshev (ala del Valencia) e Artem Dzyuba (attaccante dello Zenit San Pietroburgo e capitano della Nazionale russa).

E proprio quest’ultimo ha risposto accendendo ancora di più i toni del confronto: “Ad alcuni colleghi che posano il proprio cul*o nelle ville in Inghilterra e dicono cose cattive dico: questo non può offenderci, perché comprendiamo tutto! Sono contro la guerra ma anche orgoglioso di essere russo”. Uno scontro, quello Dzyuba-Yarmolenko, acuito ancor di più dalla posizione espressa da un altro calciatore ucraino, il terzino sinistro (che gioca sempre in Inghilterra, con la maglia dell’Everton) Vitalij Mykolenko: “Mentre tu, bastar*o, taci assieme ai tuoi fottu*i compagni di squadra, i civili vengono uccisi in Ucraina. Rimarrai nascosto in un buco per il resto della tua vita e, ancora peggio, per il resto della vita dei tuoi figli. Sono felice che nessuno ve lo perdonerà mai, bastardi”.